
Canto eskimo
(cento degli
eskimesi della costa nord-est della Groelandia
Stanotte ti ho
sognata.
Ho sognato che
camminavi sui ciottoli della riva,
che con te camminavo.
Come se fossi
sveglio,
ho sognato che ti
inseguivo,
che ti desideravo,
che tu eri
desiderabile
come una giovanissima
foca,
che tu eri per me
desiderabile
quale per il
cacciatore
una giovanissima foca
che s’immerge
quando si sente
inseguita.
Così tu eri
desiderabile
Per me che t’ho
sognata
Canto
pellerossa
(Nuovo Messico
– zona di Gallupp)
Perché io guarisca
lo stregone ha dipinto
l’immagine tua sul
deserto:
dorata sabbia per i
tuoi occhi,
sabbia rossa per la
tua bocca,
sabbia azzurra per i
tuoi capelli,
sabbia bianca per le
mie lacrime.
Tutto il giorno ha
dipinto.
Tu come dea crescevi
Sull’immenso
canovaccio giallo.
Di sera il vento
disperderà
la tua ombra
multicolore.
Secondo la legge,
nulla ne resta,
nulla oltre il
simbolo delle mie lacrime:
la sabbia
d’argento.
Canto quechua
(popolazione
india dell’America meridionale)
Come pupilla
dell’occhio, o diletto,
sei caro a lei che
t’ama.
Montagne che dividete
il paese,
abbiate di me
compassione!
Fate che trovi la
strada e lo incontri!
Anima mia, le rupi
possenti
impediscono il
cammino,
mi fermano.
Il fiume che ampio
corre
da villaggio a
villaggio,
si gonfia delle mie
lacrime.
Mi ferma.
Simile al pianto dei
miei occhi,
le acque delle nuvole
intorno mi cingono,
mentre io
t’attendo, o diletto.
Prestami l’ala, o
falco:
ch’io, spaziando
nel cielo,
abbia ampia veduta.
Se scende la pioggia,
se batte alto il
vento,
un albero fronzuto
protegga il mio
amore.

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