Preghiera del Donatore di Sangue

 

O Gesù Salvatore, che hai detto:

“Tutto ciò che avete fatto a uno dei più piccoli
tra i miei fratelli, l’avete fatto a me”,
guarda propizio all’offerta, che Ti facciamo.
Le angosce dei sofferenti, Tuoi fratelli e nostri,
ci spingono a dare un po’ del nostro sangue
perché ad essi ritorni il vigore della vita;
ma vogliamo che tale dono sia diretto a Te,
che hai sparso il Tuo sangue prezioso per noi.
Rendi, o Signore, la nostra vita feconda di bene
per noi, per i nostri cari, per gli ammalati;
sostienici nel sacrificio, perché sia sempre
generoso, umile e silenzioso.
Fa’ che con fede sappiamo scoprire il Tuo volto
nei miseri per prontamente soccorrerli; ispira e
guida le nostre azioni con la pura fiamma della
carità, affinché esse, compiute in unione con
Te, raggiungano la perfezione e siano sempre
Gradite al Padre Celeste.
Così sia.

 

 

Joannes PP XXIII

 

 

Voglio ringraziarti Signore,

per il dono della vita,

ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ ala soltanto:

possono volare solo restando abbracciati!

A volte,

nei momenti di confidenza oso pensare,

Signore, che tu abbia un’ala soltanto,

l’altra la tieni nascosta,

forse per farmi capire che tu  non vuoi volare senza di me.

Ma non basta saper volare con te Signore,

tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare.

Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi

Vicino al fratello

che è rimasto con l’unica ala impigliata nella rete della miseria e della solitudine,

e si è ormai persuaso di non essere degno di volare con Te

Soprattutto per questo fratello sfortunato

 dammi, o Signore, un’ ala di riserva.


 

DON TONINO BELLO

 

 

DONATORE DI SANGUE: UNA PERSONA NORMALE... MOLTO SPECIALE!

DONA E POTRAI DIRE ANCHE TU:

HO CONTRIBUITO A SALVARE UNA VITA!

 

Ricordiamo di donare qualcosa di noi se possiamo,  qualcosa che non ha prezzo ma molto valore... un po' del nostro sangue... Tanti nostri fratelli possono essere salvati o aspirare ad una vita "normale" soltanto grazie alla generosità altrui.

Frequento assiduamente il reparto di ematologia di un Ospedale romano da quasi due anni.

Gocce roventi di passato mi si sono riversate addosso, ricordi amari... Mio marito morì per una gravissima forma di leucemia e non aveva neanche 52 anni...  ricevette tanto amore e tanta solidarietà da tutti anche se la sua famiglia di origine reagì in uno strano modo; lo dimenticarono per riapparire pochi giorni prima della sua morte, per criticare... La loro malvagità riuscì quasi ad uccidermi. Dopo la morte di Gianfranco mi ammalai. Il mio fisico crollò spaventosamente e caddi una depressione gravissima.

La sua leucemia fu come una scure sulla nostra famiglia. Niente lavoro, pochissimo denaro, un immenso dolore e due figlie disperate che non riuscivano a gestire il loro dolore e che per di più dovevano pensare a me che avevo avuto un crollo tremendo.

Soltanto la mia famiglia e gli amici più cari trovarono il coraggio di darmi la forza. La sua famiglia "dimenticò" non trascurando il fatto di urlarmi contro ogni sorta di maledizioni e di improperi. Il padre fece testamento soltanto quattro giorni dopo la sua morte per escludere le sue uniche nipoti dall'eredità. Troppe cattiverie che mi trovarono del tutto impreparata a reagire perché io soffrivo davvero. Spero nella giustizia divina, non mi resta altro... Molte volte la mia mente va al ricordo di quelle maledizioni lanciatemi al capezzale di Gianfranco morente... sono arrivate tutte... Mi tengo ben stretta a Dio perché purtroppo come dice anche Padre Gabriele Amorth, le maledizioni esistono e colpiscono...

 

Negli ultimi lunghi mesi mi sento proiettata indietro nel tempo. Sto rivivendo un incubo. La mia adorata mamma ha la leucemia... anche lei... il destino è stato beffardo con me, non ha voluto risparmiarmi proprio nulla.

Nella sala d'attesa, tanti come lei... ed io mi sono ritrovata come allora, come otto anni fa a chiedere aiuto a chi poteva darmelo. Tanti donatori mi sono sconosciuti, altri sono amici che ascoltano le mie richieste provvedendo personalmente.

Vivo tra la speranza e la disperazione, tra un day hospital e l'altro con l'angoscia di fare la telefonata al Centro Trasfusionale per sapere se sono arrivate le sacche di sangue per le trasfusioni. Vi posso giurare che è una brutta vita... è un qualcosa che brucia il tempo, che non fa assaporare più le piccole gioie di ogni giorno, che toglie il sonno, che come uno tsunami ti travolge e ti porta via.

Per i malati gravi come mia madre non ci sono più né weekend, né passeggiate, né vacanze... C'è solo la speranza che arrivi un aiuto.

Io vivo costantemente accanto a lei, cerco di alleviare il suo dolore tanto che a volte mi sento come lei... senza forze...

La Fede è il mio cammino, la speranza è la mia vita e quindi voglio dire grazie... l'aiuto fino ad ora è arrivato e mi auguro che tutti quelli che possono farlo, donino gocce di speranza e salvezza ai fratelli ammalati.

Grazie... anche a nome di chi non ha più parole per chiedere aiuto.

 

Daniela

 

 

 

Dio benedica la vostra bontà di cuore...