IL VOLO DELLA FARFALLA

 

Inseguo i miei pensieri

come quella farfalla che si avventura

tra le foglie ombrose del bosco.

Prendono strane forme questi miei pensieri…

assumono sembianze di sogno.

Un lungo tormento

ha reso trasparente la mia anima

per renderla invisibile al dolore

e l’ha nascosta nel buio.

Io somiglio a quella farfalla.

Cerchiamo la luce

per poter scorgere di nuovo

i contorni del mondo.

Un lieve fruscio,

un impalpabile tocco sulla mia spalla…

la farfalla si è posata su di me,

mi indica un sentiero.

In fondo, eccola lì… c’è luce.

Il sole ci aspetta.

Apro le braccia al sole,

abbraccio la vita.

Anche la farfalla spiega le sue ali.

Il mio pensiero non è più sogno…

è libertà.

 

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SCENDE LA SERA

 

Scende la sera

ed ogni albero diventerà

un rifugio sicuro

per gli uccellini stanchi dal volo.

I grilli già intonano il loro concerto

per le stelle che appaiono in cielo.

Le luci alle finestre

presto si accenderanno

per osservare la notte.

Tutti sono ormai tornati a casa.

Tornare a casa

è tornare in un posto speciale

dove un sorriso mette allegria,

dove c’è qualcuno

che ti ama e ti aspetta,

dove il mondo

cessa di correre in fretta.

Dopo la notte

arriverà il nuovo mattino

col suo sole dorato

e gli uccellini

riprenderanno il volo…

mentre le case

resteranno ad attendere la sera...

La storia si ripeterà.

Tutti torneranno

per assaporare la gioia sempre nuova

del ritrovarsi insieme;

anche nel grande albero

sarà di nuovo vibrante la vita.

Questa è la storia infinita,

la più bella favola

che ci racconta la vita.

 

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LA PREGHIERA DEL CACCIATORE

 

Signore,

dammi ali d’aquila

affinché comprenda quanto può inebriare

la carezza dell’aria.

Signore,

donami zampe veloci da cerbiatto

per correre nella vasta prateria.

Signore,

fammi immergere nelle acque limpide

dove nuotano miriadi di pesci colorati

come l’arcobaleno.

Signore,

fammi vedere soltanto per un attimo

attraverso i tuoi occhi

le mille ali che hai creato

per adornare il cielo

e fammi ascoltare

i mille canti che allietano

il fresco mattino.

Soltanto così proverò vergogna

per le mie vili distruzioni

e capirò la bellezza di osservare

un’aquila che vola,

guarderò quel cerbiatto negli occhi

e ci incontrerò i tuoi...

osserverò la danza leggiadra

dei pesci nell’acqua.

Signore,

comprenderò che sono un misero essere

nemico soltanto di me stesso.

Seppellirò il mio fucile e il mio arpione

affinché nessuno possa alzarli contro la vita.

Signore aiutami

perché soltanto allora sarò degno

di essere chiamato Uomo.

 

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CUORE DI SABBIA

 

Storie che si incrociano,

vite che si incontrano,

cuori che si sfiorano,

esistenze che si fondono per un attimo

che simula l’eternità.

In quel solo attimo

attraversi la vita dell’altro,

ma poi ti accorgi

che solo uno dei due ha creduto

in quella falsa illusione

innalzandola alla perfezione.

Ti accorgi

che non ci si è neanche sfiorati

e che la parola amore…

era solo un modo di dire...

non di sentire.

Non esisteva.

Come la sabbia tra le dita

scivola via,

così il cuore perde la sua illusione.

Non era vero niente,

era solo la mente

che con fare sapiente

aveva creato il tutto….

dal niente!

 

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LEMBI DI NEBBIA

 

Hai lembi di nebbia negli occhi

e pensieri sfocati e lontani

dei giorni in cui

volevi crescere in fretta.

Pensavi alla vita credendo di possedere

la vecchia saggezza del tempo…

Quel tempo che passa,

che scivola via

col malinconico e dolce riflesso

del passato.

Conoscevi due soli strumenti di vita:

la lealtà e l’amore,

ma gli eventi ti trasformarono.

L’incontro col nemico

che credevi amico,

col calunniatore

che credevi ti portasse conforto,

affondò ancor più nella nebbia

i tuoi pensieri.

Sentisti scorrere lacrime…

perché… per chi…

forse per chi aveva rubato

i tuoi sogni.

Il tocco gentile di tenere mani

asciugarono le tue lacrime,

diradando la nebbia

e scintille di speranza

trascinarono via

chi aveva ferito il tuo cuore.

Con un sorriso ti accorgesti

di aver vinto…

Il nemico, il calunniatore

il ladro dei tuoi sogni

divenuto nebbia

era scomparso per sempre…

nel nulla…

 

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UNA RONDINE NELL'ARCOBALENO

 

Ecco una rondine,

eccone un’altra

che con il suo volo

disegna la primavera nel cielo.

C’è un sole radioso

che saluta il mattino.

Uno stridio e poi un altro ancora…

Ascolto il meraviglioso ritornello di allegria

che intonano le rondini lassù.

Seduta su una comoda poltrona

davanti alla finestra

spalancata verso il cielo,

saluto il nuovo giorno

sollevando la tazzina del caffè.

Che bello,

sembra il quadro di un grande pittore

che per un attimo

mi permette di dare un tocco di colore.

Un guizzo di sole

attraversa l’azzurro del cielo;

che bello che vedo laggiù…

c’è un arcobaleno e le rondini

sembrano giocare a nascondino.

La risata divertita e squillante di un bambino

che sta correndo giù nella strada

mi dice che non è un sogno,

ma realtà…

la primavera finalmente è qua.

 

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TU LAGO… FORZIERE DEI SOGNI

 

Ascolto il sussurro delle tue piccole onde,

quel lieto sciacquio delle tua acque calme;

solo poche ore fa  eri un trionfo di luce,

ora,

l’oscurità sembra aver inghiottito i tuoi contorni.

Quei bagliori d’oro pieni di sole,

ora son diventati d’argento, pieni di luna.

Identica bellezza,

profonda pace,

libertà immensa per il mio sguardo.

Le luci lontane sull’altra sponda

sono tremule, respirano lievi.

Un grande tetto di stelle

ti sovrasta e ti avvolge.

La tua antica e misteriosa magia

ti ha trasformato in un forziere pieno di sogni

perché hai saputo ascoltare

attento e partecipe

i mille e mille sussurri e le promesse d’amore

tra il guizzo argenteo di una stella cadente

ed il candido bagliore della luna.

Continuerai per sempre

a ricevere e a dispensare amore

come l’onda che viene e che va

colmo dei tuoi misteriosi e magici sussurri…

 

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IL VECCHIO CAMPANILE

 

Tra le tegole arse dal sole

il vecchio campanile

veglia sul villaggio

ancora addormentato e sul suo lago;

Tra queste mura antiche

quel lieto suono scandisce il tempo

da tanti e tanti anni

e nelle menti degli anziani fa’ aleggiare

ricordi sepolti nell’ antica memoria.

Ecco l’allegro suono…

sembra che il lago si animi

per improvvisare una danza,

mentre gli occhi dei passanti,

si innamorano di quella quieta armonia.

I bambini

attenti e ignari di fronte a tanta bellezza

sorridono felici

sulle sponde del miracolo di luce.

Quel rintoccare di campane

li accompagnerà nel cammino della vita

tra gioie e dolori, fatiche ed affanni

come una colonna sonora

accompagna le scene di un film…

Tutto questo somiglia a qualcosa di speciale,

ad una bella storia che continuerà.

Il canto dei gabbiani

a cento o a mille altri la racconterà…

 

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UN CUORE DIPINTO D'AZZURRO

 

Ti ho incontrato

ed in te ho visto un Angelo,

allora ho dipinto per te il mio cuore

con i colori del cielo.

Con te

posso camminare sulla scia di una stella

e posso scrivere una lunga lettera d’amore

sopra il petalo di un fiore;

una lettera di mille parole,

una lettera che non ha fine

come non conosce fine

il mio amore per te.

Sento battere

questo mio cuore azzurro di cielo

e vivido come una splendida stella.

Sei il dono più bello

che mi ha fatto la vita e subito ti ho amato.

Tu hai preso il mio cuore

così come te l’ho donato;

di me non hai cambiato niente

forse perché mi cercavi

ed avevi un ritratto che mi somigliava

già impresso nella tua mente.

 

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QUANDO SCRIVO UNA POESIA


Quando scrivo una poesia

abbraccio il mio cuore

e assisto alla complicità

tra la penna che stringo tra le dita

e quel foglio ancora bianco.

Col pensiero mi avventuro

tra i sentieri della mente

e divento uno strumento

mosso da invisibili dita,

un accordo di musica a lungo cercato,

un piccolo ciottolo che traspare

tra le acque di un ruscello cristallino.

Si leva un canto dalla mia anima,

assaporo la libertà

di idee soltanto mie

e sento un fruscio lieve di ali intorno a me.

Ali di libertà, ali leggere

che portano i miei pensieri

oltre l’infinito.

 

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IL BACIO DEL SOLE

 

Passeggio nel bosco.

Sullo stagno ghiacciato ninfee come crisalidi

e boccioli di fiori sul prato coperto di brina

aspettano…

Gli uccelli nel nido cinguettano

chiamando a gran voce

il tiepido raggio di sole che fugge,

rapito dal vento.

La natura è un paesaggio incantato…

Immobile tende l’orecchio

per cogliere il primo trillo di rondine

e il ruscello che torna a cantare.

Passeggio nel bosco silente

che ancora profuma di pioggia.

Tutto è pronto

per l'arrivo della primavera...

Il cielo si è vestito di blu

e non fa più da cornice

ad ali di nuvole bianche.

Un fascio raggiante di sole s’affaccia

e variopinte farfalle

donano guizzanti colori

al suo nuovo vestito.

Passeggio tra i profumi del bosco

e assaporo la quiete sublime.

In questo angolo verde di mondo

aspetterò anch’ io il bacio del sole.

 

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ECHI DI SOLE

 

Il viale s’è vestito d’autunno;

s’è adornato di foglie crepitanti.

Così se n’è andata l’estate…

posando i suoi passi fioriti

sull’erba fresca dei prati,

donando i suoi ultimi raggi di sole

alle foglie sui rami.

Nel loro colore ingiallito…

echi di sole.

 

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AZZURRA EMOZIONE

 

La spiaggia è deserta

e un riflesso di luna

colora la sabbia d’argento.

La salsedine ha un acre sapore,

eppure dona alla mie labbra

un tenero bacio.

Amo questo mondo colorato di blu,

le tempeste,

le bianche onde maestose e splendenti

la sabbia che corre e scivola via.

Amo l’istante

in cui la sua forza si placa

e diventa suo il silenzio intorno.

Amo l’attimo

in cui cattura nei suoi riflessi

i colori del cielo.

Volano alti i gabbiani

con le loro ali bianche

come ali d’angeli

che seguono scie di navi e velieri.

La luce del faro s’accende

per far compagnia alle stelle e alla luna.

Ecco altre onde…

m’accarezzano di nuovo la pelle;

mille e mille sono ora le stelle

e la mia mente è libera e vola lontano…

Una grande emozione,

cresce pian piano…

 

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QUANDO LA POESIA VOLA VIA

 

Quando la poesia vola via

l’anima come un sipario di morbida seta

chiude le porte alla fantasia.

Si spengono le luci del cuore

come riflettori stanchi;

stanchi… per aver portato in scena

lo spettacolo della vita

dove erano riposte vanamente le speranze,

dove i desideri son diventati desideri infranti…

La dolcezza dei sogni non c’è più.

Il cuore di un poeta quando piange,

muore lentamente

e stanco lascia il palcoscenico della gioia.

Nella platea, prima affollata,

ora c’è soltanto un’ombra triste

che piange per il poeta senza più parole.

Aveva soltanto sogni

ed ora li ha perduti per sempre

nella nebbia della disperazione,

nella cocente delusione

di una realtà crudele e menzognera.

Come il mare serba un vecchio tesoro

così cullerà i ricordi del cuore,

quando aveva il cuore di un poeta…

La penna con cui scriveva era di cristallo

portava in sé tutti i colori dell’arcobaleno,

ora è diventata piombo…

e dimenticherà di poter scrivere

le dolcezze della felicità.

 

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SEMPLICITA'

 

Amo la semplicità

che ora vive nel mio cuore,

ma ho dovuto imparare

a guardare oltre il mio tormento

limando gli spigoli dolorosi dell’anima,

imparando ad asciugare da sola

le mie lacrime,

supplicando Dio di darmi il coraggio

per vivere.

Mi lascio accarezzare

da quest’aria frizzante del mattino

che mi sfiora la pelle e mi invita a sorridere.

Nella mente scorrono immagini e ricordi

di tutta una vita irta di difficoltà…

ma scaccio via le lacrime…

sorseggio il mio caffè

e la mia gatta si avvicina e  fa le fusa.

Che giornata deliziosa…

leggera nella sua semplicità.

C’è un passerotto che cinguetta

tra i vasi del balcone.

Gli darò qualche briciola di pane

e son certa che la gradirà.

Anche lui sa che nella cose semplici

si può trovare la felicità…

 

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UN SENTIERO SENZA NOME

 

La notte silenziosa

ascolta l’eco dei miei solitari passi.

Ho il deserto nel cuore

e l’aria fredda è lama pungente sulla pelle.

Dov’è la melodia che sussurrava il mare,

il fruscio dell’erba dei prati a primavera

e il mio canto d’amore che ascoltavi

scrutandomi gli occhi e interrogandomi il cuore?

Dentro di me tutto tace ora…

Soltanto il mio sconsolato dolore

ha una voce…

Il mio male si chiama solitudine,

speranza non conosce.

Nelle lunghe notti insonni

mi sento sola,

la più sola del mondo,

senza amore e con la mente perduta

in un luogo che non conosce tempo.

Coriandoli d’amore e petali di sogni

sono soltanto echi lontani

che sfiorano leggeri la mente e il cuore.

C’era una volta…

mi ripeto in una nenia senza fine…

c’erano dolci note che sgorgavano dal cuore

c’era il mattino che iniziava col sorriso

c’era tanta poesia…

Tendo l’orecchio,

desolato è l’eco dei passi

lungo il solo sentiero

che mi è rimasto da percorrere…

un sentiero a cui non posso dare un nome,

perché un nome non ce l’ha…

 

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NEL CUORE

 

 Se qualcuno ti lacera l’anima

strappando lembi di eternità

all’essenza più bella di te,

ti senti scagliato in un nuova galassia,

in una terra vasta senza confini

e vivi un attimo di intenso abbandono

credendo che per te

la vita ha formulato un nuovo credo…

il credo del dolore.

Un nuovo pensiero prende forma,

un’idea insinuante 

che ti fa sentire l’inadeguatezza alla vita…

Sarà soltanto un attimo però,

stai sicuro,

perché capirai

che è soltanto un seme di incredulità

che si è insinuato nel cuore.

Troverai di nuovo la forza…

alza gli occhi verso il cielo…

la luce diamantina del sole ti avvolgerà

e ti accorgerai che quei lembi d’anima

che ti hanno stracciato

senza nessuna pietà

mostrano la parte più bella di te,

l’essenza più vera,

l’alito lieve della vita.

Sarai una rosa avida di rugiada,

varcherai il confine della conoscenza,

comprenderai il senso della vita.

Quella terra vasta  senza confini

non ti farà più paura,

non avrà più importanza per te

perché sentirai che anche tu

non hai più confini,

ma soltanto la libertà nel cuore.

Saprai con certezza

che nessuno mai

potrà privarti del profumo che la vita dona

e camminerai con  l’eternità nel cuore

che canta con te la ballata della vita.

 

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FONTE D'AMORE

 

 Da pochi istanti ho aperto gli occhi

dopo il sonno che dolcemente

li aveva catturati per donargli ristoro.

C’è silenzio intorno a me...

una volta provavo paura,

ora non più…

Ho imparato che nel silenzio

posso ascoltare i miei silenzi,

posso parlarmi con sincerità

per trovare risposte a lungo cercate

e che nel frastuono

che porta con sé il giorno

non posso trovare…

Mi alzo lentamente

cullando ancora il mio silenzio,

come se tenessi tra le braccia

un tenero bimbo.

Ho imparato ad amare

i miei momenti di solitudine

perché è proprio nella quiete silente

che prendono forma i sogni che amo.

Ciò che amo diventa realtà

e mi sembra di camminare a piedi scalzi

sull’erba di un prato bagnata di rugiada

in un mattino inondato di sole.

Un inebriante senso di libertà

mi permette di parlare al mio cuore

e il mio cuore mi risponde…

tra mente e cuore divento

un’inesauribile fonte d’amore.

 

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MENDICANTE D'AMORE

 

Cara Vita,

quante volte penso

che regaliamo il nostro prezioso tempo

al nulla…

Gli anni trascorrono

e la nostra forza è effimera,

ma lo comprenderemo soltanto

negli anni del tuo tramonto.

Il vortice del tempo ci travolge

e intorno a noi pian piano

prenderà forma una ragnatela invisibile

di fragilità.

All’alba degli anni

i palpiti del cuore sono cavalli al galoppo

e di certo non pensiamo

a quando il tempo spruzzerà neve sui capelli,

a quando sentiremo l’inverno degli anni

accarezzarci la pelle.

Quando avremo più bisogno

di chi ci possa prendere per mano

con cuore sincero

forse potremmo avere soltanto noi stessi

e questo ti rende crudele, Amica Vita…

Quando accanto a noi c’è

chi può donarci un sorriso o un abbraccio,

non ci fermiamo a pensare che

il tempo potrebbe renderci soli,

soli nel cuore…

Il passato diventerà soltanto un ricordo

da accarezzare

e avremo il nulla per compagnia…

Daremo anche un nome

alla nostra vecchia poltrona…

si, proprio quella su cui ci abbandonavamo esausti

nei tempi in cui avevamo mille cose da fare

e non avevamo neanche un istante

da dedicare ai nostri pensieri…

Arriverà il tempo

in cui anche la nostra vecchia poltrona

susciterà in noi teneri ricordi;

quando il nostro corpo sarà stanco

e la solitudine ci attanaglierà il cuore

perché chi faceva parte dei nostri giorni

forse già non c’è più,

troveremo ristoro

tra i suoi morbidi cuscini un po’ consunti…

Ci tornerà alla mente

il dolce abbraccio della mamma,

il ritornello di una vecchia ninna nanna,

l’eco gioioso di antiche risate in allegria.

Diventeremo mendicanti,

mendicanti d’amore bisognosi di un sorriso,

e lo cercheremo sui volti

di chi distrattamente ci passerà accanto…

ma proveremo amarezza

quando ci accorgeremo

che tutti staranno bene attenti

a non sfiorare la nostra solitudine

e il nostro cuore stanco.

A testa china torneremo a casa

e ci accoccoleremo tra i ricordi più cari

aspettando il nostro incerto domani.

 

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ANIMA

 

Ho provato una grande emozione

parlandoti di me.

Mi hai chiesto risposte a mille domande

e da qui,  

dal tetto della mia anima

la luce abbagliante e purificante

che mi splende nel cuore

ti darà le risposte che attendi.

Sento una grande emozione

e vorrei trovare le giuste parole,

mute parole fatte di vento e sospiri

per descriverti

 perché questa luce che mi arde dentro

mi rende bella ai tuoi occhi

e agli occhi del mondo.

E’ semplice questa mia ricetta di luce…

ho un cuore che sa camminare

nelle emozioni di chi mi sta accanto,

sorrido e ne vedo il riflesso

nel sorriso di chi mi ascolta.

Gli occhi si incontrano,

si baciano le anime,

sboccia l’emozione

come un fiore

in un mattino di primavera.

L’emozione della vita è tutta qui…

un sospiro di vento…

un palpito di cuore…

un’anima che assorbe e dona amore.

 

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SE TI CHIAMI EMOZIONE

 

Un alto muro di cinta è attorno al mio cuore

e se ti chiami emozione non entrerai…

E’ una vetta inviolata sospesa tra dense nubi

baciata dal sole e poi avvolta da mille tremule stelle…

Mistero è ciò che racchiude,

ma è un mondo perfetto;

un mondo fatto di solitudine

da dove posso ammirare il mondo

col distacco che solo

la consapevolezza di sentirsi soli può dare.

Ombre di cuore spargo intorno a me

mentre ascolto in silenzio i suoi sussurri.

La gioia si cela dietro all’angolo del dolore

e vorrei poter cambiare questa realtà…

tanto ho lottato.

Vorrei avere ali immense dipinte di libertà

per volare su monti e pianure

e su oceani e mari

portando una canzone d’amore nel cuore,

per riuscire ad abbattere

quell’angolo di dolore che cela la gioia,

ma il mio corpo è ormai stanco,

preferisco restare in silenzio

dimenticando la canzone d’amore,

soffocando l’emozione che mi stringe la gola…

 

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DOLCE MALIA

 

Il mare è musica,

ma io ho ascoltato anche il suo canto.

Mentre il sole bacia la pelle

si dimentica il tumulto del mondo.

Lunghi e magici attimi

nel silenzio dei pensieri più amati,

trascorrono nel tempo colorato di sole.

Cantano le onde spumeggianti

e dolce è la melodia che le accompagna.

Gli occhi socchiusi cercano l’orizzonte

avidi di capire dove la linea dell’acqua

bacia quella del cielo,

ma questo è mistero…

come mistero è il suo canto

che entra nel cuore come una dolce malia.

 

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SAPORE DI SALE E DI VENTO

 

Sulle mie labbra

c’è sapore di sale e di vento…

è il bacio del mare.

Quante domande

si affollano dentro il mio cuore…

a nessuna di loro

potrò dare risposta.

Con mani febbrili

ho scritto un messaggio

per poi sigillarlo in una piccola bottiglia

che ho gettato

tra i flutti splendenti di sole.

Una missiva d’amore

in cui ho scritto parole

che avevo già scritte nel cuore…

“Avrei voluto

che tu avessi amato me

come amavi il tuo mare…”

Un testamento d’amore…

e quel sapore di sale e di vento

aleggia sulle mie labbra

come il nostro ultimo bacio.

Ali di gabbiano danzano,

perle di sole mi inebriano,

lacrime amare scorrono

sulla mia solitudine.

 

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CARO PITTORE

 

Caro pittore,

se proverai a dipingere il mio sorriso,

potrai fermare il tempo

su questa effimera felicità.

Mentre dipingerai

resterò in silenzio

e vedrai che da me

trasparirà un turbine di emozioni.

Le fermerai per sempre sulla tela

e in un attimo ti accorgerai

quanto è ineffabile questo mio sorriso…

capirai come le emozioni

mi tingono l’anima.

 

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LA DANZA DELL'ARMONIA

 

Amo ascoltare  il suono

del mio vecchio carillon…

soltanto lui

sa danzare in punta di cuore.

La sua melodia dolce

come il canto di un usignolo in primavera,

a momenti stride

come richiamo di rondine.

Un volo di gabbiano

mi distoglie dai pensieri;

vibrante e delicata

una brezza leggera m’accarezza.

I miei occhi si perdono

nella bellezza azzurra

dell’immenso cielo.

Continua

 la dolce melodia del carillon,

vola sempre più in alto la mia fantasia,

trova ristoro l’anima,

tutto intorno è armonia.

 

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LE PORTE DEL MONDO

 

Lentamente chiudo gli occhi

e scivolo nel sonno

chiudendo le porte al mondo.

Vorrei potermi svegliare al mattino

dimentica del mio strano e incerto destino.

Un uragano di amarezza

s’è insinuato nella mia già travagliata vita

sradicando i teneri germogli

in quest’anima mia

già inaridita da tante amarezze.

Non mi ha impaurito

dedicare la mia vita all’amore.

Prima amore di sposa, poi di madre…

Mi ha ingentilito il cuore essere figlia

perché dall’essere figlia amata

è nato in me il seme dell’amore,

che ho sparso intorno a me

senza mai chiedermi perché…

Non mi sono accorta di invecchiare

mentre donavo la giovinezza

a chi poi non m’ha saputo amare.

Ho donato per la gioia di donare,

ho amato perché non volevo dimenticare

che esisteva l’amore.

Non c’è mai stato posto per l’odio

nel mio cuore,

neanche quando

me l’hanno strappato dal petto,

perché io sono come un’abile pittore

che ha trasformato il dolore

in un sublime amore.

Ho rincorso gli anni

o forse loro hanno rincorso me,

non saprei…

So soltanto

che  quando chiudo gli occhi al sonno

per soffocare il mio dolore,

un angelo mi viene accanto

e cancella le mie pene.

Al mio risveglio

ritroverò il mio incerto destino lo so,

i giorni continueranno a succedersi

lasciandomi soltanto il ricordo della giovinezza,

ma io non ho paura di invecchiare

perché conosco il significato

della parola “amare”.

 

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LA VOCE DEL VENTO

 

Ho ascoltato la voce del vento,

una voce lieve che mi colma d’armonia.

Le stelle nel cielo già brillano gaie

e sorride la luna.

Odo echi di armoniosi canti,

intravedo immagini proiettate nel cielo,

palcoscenico dalla mia fantasia.

Una cornice di stelle

basterà per racchiudere i miei sogni

e mentre il vento sussurrerà nuove storie

lascerò scivolar via tutte le amarezze.

Un incanto sublime ora mi incatena il cuore,

vivrò del mio amore,

assaporerò la speranza

e abbandonerò quel vestito ormai lacero

intessuto di tristezza.

Il mio strano passato

voleva tornarmi alla mente…

ma una barriera di stelle d’argento

non m’ha fatto sentire la sua carezza di ghiaccio.

Continuo ad ascoltare la voce del vento,

i miei occhi brillano di una luce nuova

che m’ha donato quello spicchio di luna lassù.

 

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MONDO BAMBINO

 

T’ho sognato

mio mondo fatato e bambino.

T’ho sognato durante una lunga notte

in cui soltanto la carezza gelida della paura

insisteva nel volermi fare compagnia.

Non conoscevo il mio futuro

quando vivevo nel mio mondo bambino

intriso di sogni e profumi,

di caramelle e zucchero filato,

di gelati cremosi e di pasticcini alla vaniglia…

Non potevo sapere

che la vita un giorno m’avrebbe rapita

da quel mondo di fate.

Srotolavo le stelle una ad una

per scriverci i sogni;

contavo i raggi del sole

mentre gli raccontavo

storie di fate e di gnomi.

L’aria mi baciava al mattino

e la sera la luna

s’inchinava accanto a me

quando la mamma mi raccontava

le favole più belle

per ascoltarle

e per addormentarsi vicino alle stelle.

Indossavo un vestito di ingenuità,

colorato di cielo e di prati odorosi.

Ora c’è questa notte però…

una notte

dove ascolto il pulsare frenetico del mio cuore

gelido e vuoto d’amore.

Non vedo pulsare le stelle,

non sento il calore del sole.

Anche la luna è fuggita lontano

mentre cercava di prendermi per mano

per condurmi in quel vecchio mondo incantato

dove conserva le favole dei bimbi felici,

le ninne nanne delle mamme e dei papà,

i baci delle nonne

e le storie belle

che a qualcuno la vita regala.

Mentre si dissolveva al mio sguardo

io le ho gridato forte

di tornare al più presto per starmi vicino

per raccontarmi

l’amata favola del mio mondo bambino.

 

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RITRATTO DI UN POETA

 

Un poeta

riesce ad amare anche le lacrime

perché come la pioggia

rende fertile la terra

così le lacrime rendono fertile il cuore.

Un poeta ama

perché nulla altro sa fare…

e piange per le ferite che gli infligge

chi odia l’amore e la vita.

Sente il cuore scoppiargli nel petto

per tutti quelli che non sanno amare.

Un poeta ama per sempre,

fino al suo ultimo respiro

quando donerà alle ombre della morte

il sogno che aveva sognato

per tutta la vita.

Osservate le lacrime di un poeta,

osservatele

quando segnano le sue gote…

scorgerete petali di fantasia che scivolano via

trascinando briciole

della sua luminosa anima.

 

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NINNA NANNA AL CIELO BLU

 

Uno spicchio di luna

illumina un lembo di cielo.

Stancamente appoggiata

alla ringhiera del balcone

penso ai miei giorni intessuti di nodi di noia

e ai momenti di poca convinta allegria

che li fanno trascorrere tutti uguali.

Per farmi compagnia

sussurro piano

i versi di una vecchia canzone,

con una cadenza lieve,

immersa nel mio mare fatto di poesia.

Tra i miei versi navigo sempre sicura

al riparo delle tempeste del mondo.

Così ricamo le stelle con i miei sogni

e per farli salire fino alla luna

accarezzo il cielo

con il mio sguardo innamorato

della quiete nata intorno a me.

Sotto l’argento della luna

penso al mio mondo pieno di incanto

e ascolto il suono del mio delizioso canto…

La mia nenia lenta è un canto d’amore;

sale lentamente dal cuore verso il cielo blu

accanto alla luna e alle stelle.

Per una strana magia

diventa una dolce ninna nanna

e nella curva argentata della luna amica

s’addormentano le stelle.

 

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IL CIGNO CANTA UNA VOLTA SOLA

 

Nella notte

odo l’eco lontano dello stridulo canto di un cigno.

Scivola piano,

accarezzando le acque dello stagno argentato di luna

e non riposa

perché sente un tormento nel cuore.

Nuota tra le sponde…

parentesi amiche del suo piccolo mondo.

E’ il suo primo e ultimo canto

perché il cigno canta una volta sola

ed io mi avvicino,

silenziosa.

Mi sento simile a lui

perché anch’io conosco soltanto il mio mondo

fatto di piccole cose.

Un fiore trasportato dal vento lieve si posa

sull’acqua d’argento

ed io non posso che unirmi a quell’ultimo stridulo canto

poiché anch’io conobbi l’amore

vivendo ora nel suo rimpianto.

Il fiore scivola via,

si inabissa per poi riapparire,

come fa la speranza che nasce e poi muore.

Ascolto il sussurro del vento

e affido alla notte amica

la favola triste della mia vita.

 

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S'ACCENDE LA LUNA

 

S’accende la luna

quando scende come un velo

la notte.

S’addormentano i bimbi

abbracciati alle mamme

come piccole stelle

abbracciate alla luna.

Gli innamorati sognano

alla luce della magica lanterna

accesa nel cielo

promettendosi amore per sempre.

Chi è solo

la contempla e l’ammira,

per far sì

che si schiuda lo scrigno

dei ricordi lontani.

Soltanto alla notte amica

confidano i sogni

e i rimpianti di tutta una vita.

Brillante nel suo chiarore

fa da sentinella al mondo

che s’addormenta pian piano.

Tutto avvolge col suo manto argentato,

tutto tace nel suo silenzio fatato…

 

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L'URLO DEL VENTO

 

Nei miei pensieri

vivevano onde di fantasia

e tutto il mio essere

anelava avido al domani.

Non ricordo perché iniziai

a tessere intorno a me

una coltre di gelo.

Non ricordo

perché non voglio ricordare…

Ora

ho una prigione di ghiaccio nel cuore

e gemo di dolore

per i miei pensieri

e per i miei sorrisi dimenticati.

Nelle mie vene scorre lenta la tristezza,

il mio sangue è denso di dolore…

Urla forte il vento,

urla con me,

urla per la sua rabbia e per la mia.

Alle sue folate ho affidato

la mia preghiera

affinché diventi forte e travolgente

e arrivi fino a Dio.

Mi fido della forza che la natura le dona…

e prego affinché

la mia Fede non si spenga mai

perché è la fiamma

che mi tiene accesa l’anima.

 

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SERA DI STELLE

 

Ho camminato con te

sotto un cielo pieno di stelle.

Una notte di libertà

dove il cuore

ascoltava parole dimenticate.

Mi colse di sorpresa scoprire

che la mia mano nella tua

ed i nostri occhi

che si incontravano

evocavano un incanto antico.

Scoprimmo le nostre emozioni

in un attimo

e ascoltai rapita,

la danza lenta del mio cuore

accanto al tuo.

L'aria era dolce

in quella sera di settembre...

dolce come il tuo sorriso

che lentamente scioglieva

il gelo del mio cuore.

 

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PAURA E RABBIA

 

Vivendo intensamente ogni emozione

ho fatto della mia vita una canzone.

Il ritornello a volte l’ho sbagliato,

ma quel che conta è che posso dire

“io ho cantato…”

E ancora canto

per amore e anche per rabbia

per questa vita che m’ha chiuso in gabbia.

La gabbia è il panico

che in un di’ lontano diventò mio Re

e mi rese prigioniera

per farmi capire la mia essenza vera.

Compresi troppo tardi il suo messaggio,

impossibile fuggire

da quelle parole che non potevo più capire.

Il mio cuore era già in balia della paura

e la mia vita soltanto una strada oscura.

Allora canto e continuo a cantare

la canzone stonata che la vita m’ha insegnato

e non mi importa se c’è qualche stonatura…

è colpa della rabbia e non della paura…

 

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Né tempo, né ragione…

 

Quando il dolore diventa lama sottile

che ti fende l’anima,

senti il cuore che batte impazzito nel petto

per poi sentire che per un attimo s’arresta

quando morde più forte il dolore.

Sfinimento e pena

invadono il corpo

e la mente ormai stanchi

e si prova a cercare affannosamente nella mente

un ricordo gioioso del passato  

vissuto intensamente

per non lasciarsi andare…

Non so come fermare il dolore

capace di indebolire l’anima

e di rendere malferma l’esistenza,

ma è proprio in quei momenti

che vorrei saper comporre una melodia

ricca di accordi capaci di scuotere

ogni anima mesta o addormentata.

Vorrei ali d’angelo per volare da chi

ha bisogno di sentirsi dire “ti voglio bene”,

per raggiungere chi ormai vede il mondo

come un recinto da cui non può più uscire;

chi soffre sembra che non sappia più ascoltare

perché  il nulla l’avvolge.

Vorrei che in quei momenti irrompesse

fragorosa la mia musica

affinché tutti possano danzare

dimenticando il tempo e la ragione.

 

 

 

 

 

 

 

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