che
così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così
vicino che la tua mano nel mio petto è mia,
così
vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
Prima d'amarti,
amore, nulla era mio
Prima
d'amarti, amore, nulla era mio:
vacillai
per le strade e per le cose:
nulla
contava né aveva nome:
il
mondo era dell'aria che attendeva.
Io
conobbi cinerei saloni,
gallerie
abitate dalla luna,
hangars
crudeli che s'accomiatavano,
domande
che insistevan nell'arena.
Tutto
era vuoto, morto e muto,
caduto,
abbandonato e decaduto,
tutto
era inesorabilmente estraneo,
tutto
era degli altri e di nessuno,
finché
la tua bellezza e povertà
empirono
l'autunno di regali.
Non star lontana da me un solo giorno, perché
Non
star lontana da me un solo giorno, perché,
perché,
non so dirlo, è lungo il giorno,
e
ti starò attendendo come nelle stazioni
quando
in qualche parte si sono addormentati i treni.
Non
andartene per un'ora perché allora
in
quell'ora nascono le gocce dell'insonnia
e
forse tutto il fumo che va cercando casa
verrà
ancora a uccidere il mio cuore perduto.
Ahi
non s'infranga la tua figura nell'arena,
ahi,
non volino le tue palpebre nell'assenza:
non
andartene per un minuto, adorata,
perché
in quel minuto sarai andata sì lungi
ch'io
attraverserò tutta la terra interrogando
se
tornerai o se mi lascerai morire.
Due
amanti felici fanno un solo pane
Due
amanti felici fanno un solo pane,
una
sola goccia di luna nell'erba,
lascian
camminando due ombre che s'uniscono,
lasciano
un solo sole vuoto in un letto.
Di
tutte le verità scelsero il giorno:
non
s'uccisero con fili, ma con un aroma,
e
non spezzarono la pace né le parole.
E'
la felicità una torre trasparente.
L'aria,
il vino vanno coi due amanti,
gli
regala la notte i suoi petali felici,
hanno
diritto a tutti i garofani.
Due
amanti felici non han fine né morte,
nascono
e muoiono più volte vivendo,
hanno
l'eternità della natura.
Ode alla Vita
Lentamente muore chi diventa schiavo
dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore
e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
Bella
Bella,
come nella
pietra fresca
della
sorgente,l'acqua
apre un ampio
lampo di schiuma,
così è il
sorriso del tuo volto,
bella.
Bella,
dalle fini
mani e dai piedi sottili
come un
cavallino d'argento,
che
cammina,fiore del mondo,
così ti vedo,
bella.
Bella,
con un nido
di rame intricato
sulla
testa,un nido
color miele cupo
dove il mio
cuore arde e riposa,
bella.
Bella,
gli occhi non
ti stanno nel volto,
gli occhi non
ti stanno nella terra.
Vi son
paesi,vi son fiumi
nei tuoi
occhi,
io cammino in
mezzo ad essi,
essi danno
luce al mondo
dove io
cammino,
bella.
Bella,
i tuoi seni
sono come due pani fatti
di terra
cereale e luna d'oro,
bella.
Bella,
la tua
cintura
il mio
braccio l'ha fatta come un fiume quando
è passato
mill'anni per il tuo dolce corpo,
bella.
Bella,
non v'è nulla
come i tuoi fianchi;
forse la
terra possiede
in qualche
luogo occulto
la curva e
l'aroma del tuo corpo,
forse in
qualche luogo,
bella.
Bella,mia
bella,
la tua
voce,la pelle,le tue unghie,
bella,mia
bella,
il tuo
essere,la luce,la tua ombra,
bella,
tutto è
mio,bella,
tutto è
mio,mia,
quando
cammini o riposi,
quando canti
o dormi,
quando soffri
o sogni,
sempre,
quando sei
vicina o lontana,
sempre,
sei mia,mia
bella,
sempre.
Bianca ape ronzi
Bianca ape ronzi, ebbra di miele,
nella mia anima
e ti pieghi in lente spirali di fumo.
Sono il disperato, la parola senza eco,
colui che tutto perse, e colui che tutto ebbe.
Ultima gómena, scricchiola in te la mia ansietà ultima.
Nella mia terra deserta sei l'ultima rosa.
Ah silenziosa!
Chiudi i tuoi occhi profumati. Lì aleggia la notte.
Ah denuda il tuo corpo di statua timorosa.
Possiedi occhi profondi dove la notte aleggia.
Fresche braccia di fiore e grembo di rosa.
I tuoi seni rassomigliano alle conchiglie bianche.
Sul tuo ventre è venuta a dormire una farfalla d'ombra.
Ah silenziosa!
Ecco la solitudine da dove sei assente.
Piove. Il vento del mare caccia gabbiani erranti.
L'acqua va scalza per le strade bagnate.
Da quell'albero si lamentano, come infermi, le foglie.
Bianca ape, assente, ancora ronzi nella mia anima.
Rivivi nel tempo, sottile e silenziosa.