








Prima di proporvi gli articoli che seguono, vorrei accennarvi brevemente il mio punto di vista...
Dell'Omeopatia, io ne ho fatto il mio vangelo personale per mia diretta esperienza e per quelle vissute dalla mia famiglia. Non ho reticenze nel mettervi a parte della mia vita privata.
Non ha importanza... io ho riposto nella medicina omeopatica tutta la mia fiducia e chi la pensa come me, ha il dovere di dimostrare l'infondatezza delle accuse mosse verso questa medicina che riesce a far vivere con maggior serenità molte persone colpite dalle più varie patologie, anche gravi.
Non è per sentito dire... l'ho sperimentato e lo sto sperimentando sulla mia pelle.
Non è affatto trascurabile poi, il profondo legame che si stabilisce con il medico omeopata che traccia pazientemente anche il profilo emozionale del paziente che ha di fronte.
Il mio omeopata raramente mi chiede come sto... lo vede osservandomi oppure ascoltando semplicemente la mia voce che tradisce lo stato d'animo.
Mi curo con l'omeopatia da una quindicina d'anni e come me, anche la mia famiglia. Mio padre circa trent'anni fa venne colpito da un'artrite degenerativa che lo aveva condannato ad una diagnosi infausta... la sedia a rotelle. Parlarono di artrite reumatoide. Non poteva più neanche sollevare un bicchiere pieno d'acqua. Era un uomo finito a soli 47 anni... Affrontò una cura molto lunga, ma ora ha quasi settantaquattro anni e racconta sempre di come l'omeopatia gli salvò la vita.
Io sono una persona cagionevole di salute e se non avessi fatto ricorso all'omeopatia ora sarei soltanto infarcita di medicinali. Il forte esaurimento causato da vicende dolorose che hanno costellato la mia vita è diventato incontrollabile quando mio marito si ammalò di leucemia. Sedici mesi infernali in cui se non avessi ricevuto le cure del mio omeopata, che ora è uno dei miei pochissimi veri amici, sarei impazzita. Mi ha ascoltato anche nel cuore della notte senza sgridarmi mai per aver svegliato i suoi bambini con gli squilli del telefono. La medicina omeopatica è anche questo... una medicina che guarisce l'anima nel profondo instillando la fiducia nel domani anche se è un domani difficile...
Purtroppo non posso certo dire tutto questo di molti specialisti della "medicina cosiddetta tradizionale, quella allopatica" che ascoltando ciò che preoccupa il paziente, intanto scrivono la ricetta... e raramente si domandano anche cosa turba il malato nella vita che conduce, se ha delle tensioni che possono anche influenzare lo stato di salute.
Alla fine dell'esposizione del proprio male ecco la magia, la ricetta è pronta... Indiscutibile la prescrizione, inutili le richieste di spiegazioni e la preoccupazione sugli effetti collaterali a volte molto pesanti... zitti e basta...
Vi prego di pensare attentamente a questo argomento che ci riguarda tutti e di partecipare al sondaggio che troverete in un link in fondo alla pagina. La salute è un bene prezioso e dobbiamo difendere chi ci aiuta a vivere i momenti difficili della malattia con competenza, rispettando la nostra unicità corpo-mente-anima.
Affettuosamente vi saluto tutti con la simpatia di sempre. Grazie per avermi ascoltato.
Daniela
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UN DISCUTIBILISSIMO ATTACCO...
QUESTO E' IL TESTO DELL'ARTICOLO SCRITTO IL 28 NOVEMBRE 2007
SUL "CORRIERE DELLA SERA.IT"
· Cronache
· È provato: «L'omeopatia è inutile»
Censurata la «mancanza di informazioni». Londra taglia i fondi
È provato: «L'omeopatia è inutile»
«Solo un placebo, effetti collaterali inattesi». Nuova ricerca di Lancet. I farmacologi: basta aiuti
ROMA
— Efficace come un placebo. Finta medicina. O, se preferite, acqua fresca.
Stangata di Lancet, la prestigiosa rivista di scienza, sull'omeopatia. Un
articolo firmato sull'ultimo numero da Ben Goldacre, autore di un commento
affilato anche sul quotidiano britannico Guardian, stronca la più gettonata
delle terapie alternative citando cinque ampie revisioni degli studi condotti
negli ultimi anni.
Siete
d'accordo? Votate
Tutti, sostiene, portano alla stessa conclusione: «Non sono stati evidenziati vantaggi significativi rispetto ai placebo». Non basta. Goldacre insiste nel colpire duramente denunciando gli «inattesi effetti collaterali» e la mancanza di informazione adeguata. Seguono, sempre su Lancet, due servizi sull'ondata antiomeopatica nel Regno Unito, dove il governo ha tagliato i fondi pubblici ad alcuni centri che prescrivono le cure dolci, e sul buon vento che soffia in India dove il mercato sta crescendo del 25% all'anno, sostenuto da 100 milioni di pazienti.
Alle insinuazioni replicano i Laboratoires Boiron, una delle maggiori aziende del settore, che cita i risultati di sperimentazioni condotte secondo le regole corrette dal punto di vista metodologico. Vengono rivendicati gli «effetti benefici degli interventi con omeopatia». «L'ennesimo attacco scientificamente ingiustificabile» è annoverato fra le attitudini sfavorevoli «al progresso nella conoscenza. L'omeopatia è una vera e propria chance per la medicina di domani — argomenta Boiron — ma non ce la fa da sola, ha bisogno di condividere il percorso con gli scienziati, mondo accademico e realtà ospedaliera».
Polemiche anche in Italia dopo la divulgazione del documento della società italiana di farmacologia, la Sif, nell'ultimo numero della Newsletter. Bocciate oltre all'omeopatia («la forza delle evidenze che scaturisce dagli studi pubblicati è bassa e vengono in genere riportati risultati negativi»), agopuntura («efficacia moderata come nel caso delle patologie infiammatorie croniche»), medicina tradizionale cinese («su di essa esistono limitatissime informazioni, carenza aggravata dalle difficoltà legate alla lingua») e fitoterapia. Meno duro il giudizio sulle erbe: «Da anni molti medici in Italia le usano e hanno maggiore familiarità. Le prove di efficacia però non sono sempre entusiasmanti e se prescritte con troppa disinvoltura possono portare qualche guaio». Achille Caputi, presidente della Sif, spiega le ragioni dei farmacologi: «Per il servizio sanitario è un momento di estreme difficoltà economiche e non vediamo perché bisognerebbe rimborsare cure che non funzionano, come vorrebbe la proposta di legge in discussione al Parlamento».
Sono circa 200 i centri ospedalieri e Asl che rimborsano le altre terapie (salvo versamento di ticket e prodotti a carico del paziente), grazie all'autonomia di spesa delle Regioni. La popolarità delle terapie alternative in Italia è per la prima volta in calo secondo l'ultima indagine Istat, 60 mila famiglie intervistate nel 2005. Gli italiani che almeno una volta hanno combattuto raffreddore, influenza e dolori intestinali o reumatici sono 7 milioni e 900 mila, un milione in meno rispetto al '99. Il motivo? Maggiore prudenza dopo gli articoli scientifici non rassicuranti.
Margherita De
Bac
28 novembre 2007
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RISPOSTE E OPINIONI
Riceviamo e volentieri
pubblichiamo
L'ECH (Comitato Europeo per l'Omeopatia) e la LMHI (Lega internazionale dei
medici omeopatici),che insieme rappresentano una gran parte dei medici
omeopatici di 58 paesi del mondo, auspicano una discussione ed un confronto
equilibrato sui contenuti della medicina omeopatica. Nonostante ciò, l'articolo
"Cresce nel Regno Unito la pressione nei confronti dell'Omeopatia" e il commento
comparso questa settimana (il 16 novembre scorso, ndt) sulla rivista scientifica
"The Lancet", rappresentano dei buoni esempi di come queste contrapposizioni
all'Omeopatia creano un clima che soffoca quella discussione e quel dibattito
leale che loro stessi esigono. E' oltraggioso come The Lancet, che si ritiene
una autorevole pubblicazione scientifica, pubblichi commenti non obiettivi da
parte di giornalisti male informati, senza dare l'opportunità di replica alla
controparte. Pazienti di tutto il mondo, da oltre 200 anni, testimoniano i
tangibili benefici ottenuti dalle cure omeopatiche. La letteratura sulla ricerca
scientifica dimostra che l'omeopatia può essere efficace in diversi ambiti
patologici, ed il volume delle evidenze positive sulle ricerca clinica è molto
ampio da non poter essere rigettato per i suoi possibili risultati. L'Omeopatia,
in comune con altre metodiche di Medicina Complementare, purtroppo non possiede
ancora sufficienti risorse per la ricerca sia a livello di infrastrutture che di
fondi.
Traduzione di Roberto Pulcri
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
a cura dell'Ufficio Stampa Boiron
Spettabile Redazione,
di seguito troverà la reazione della nostra azienda, Laboratoires Boiron,
all'articolo polemico di The Lancet nei confronti dell'omeopatia. Le chiediamo
di giudicare oggettivamente l'affidabilità di questa rivista, cosiddetta
scientifica. Boiron da sempre sostiene con attitudine di apertura le
innumerevoli domande che ancora caratterizzano l'omeopatia: da una parte
l'evidenza della sua efficacia in numerose patologie, dall'altra il suo
meccanismo di azione ancora non noto; quindi le sue opportunità, conosciute e
non, e i suoi limiti, conosciuti e non. Christian Boiron, nel suo libro "Il
futuro dell'omeopatia" (ed. Tecniche Nuove, 2004), scrive: "La fiducia
nell'importanza attuale e potenziale dell'omeopatia mi permette di rivelarne le
debolezze e i limiti. L'omeopatia - come l'allopatia - deve valutarsi,
rimettersi in discussione ed evolversi continuamente per progredire al servizio
dei malati". Dall'altra i nemici dell'omeopatia insistono con un'attitudine di
attacco, talvolta anche scientificamente ingiustificabile, come nel caso di
quest'ultima pubblicazione. Attitudine che non è certo a favore di un progresso
nella conoscenza e che non si giustifica proprio in uomini di scienza.
L'omeopatia rappresenta a nostro avviso una vera e propria chance per la
medicina di domani ma non ce la fa da sola: ha bisogno di condividere questo
percorso con gli scienziati, con il mondo accademico e la realtà ospedaliera.
Restiamo a sua disposizione per eventuali approfondimenti.
Cordiali saluti,
Dr. sa Silvia Nencioni
Direttore Scientifico
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Le metanalisi omeopatiche: elementi concreti
Contrariamente a quello che afferma
The Lancet, le conclusioni principali delle sei
metanalisi pubblicate ad oggi evidenziano tutte l'efficacia dei trattamenti
omeopatici.
Ciò che dice The Lancet - ''Sulle sperimentazioni in omeopatia esistono cinque
importanti metanalisi. Hanno tutte un unico risultato: escludendo le
sperimentazioni inadeguate dal punto di vista metodologico e considerando il
bias di pubblicazione, l'omeopatia non ha prodotto alcun beneficio
significativamente superiore al placebo''.
La verità - Le conclusioni principali di queste cinque metanalisi sono positive.
Kleijnen J, Knipschild P, ter Riet G. Clinical trials of
homoeopathy. BMJ 1991; 302: 316-23. Sintesi: "Il livello di prova degli
studi clinici è positivo ma insufficiente per trarre conclusioni definitive".
Per leggere l'abstract visita il
sito
http://www.siomi.it
Boissel JP, Cucherat M, Haugh M, Gauthier E. Critical literature review on the
effectiveness of homoeopathy: overview of data from homoeopathic medicine
trials. Brussels, Belgium: Homoeopathic Medicine Research Group. Report to the
European Commission. 1996: 195-210. Sintesi: "Per le 17 comparazioni, per
ogni metodo utilizzato, il risultato è un valore di p ben inferiore a 0,001.
Questo vuol dire che, almeno per uno studio, l'ipotesi nulla (assenza di effetti
dell'omeopatia) deve essere rifiutata... Secondo ogni probabilità, il numero di
risultati significativi non è dovuto al solo caso".
Linde K, Melchart D. Randomized controlled trials of
individualized homeopathy: a state-of-the-art review. J Alter Complement
Med 1998; 4: 371-88. Sintesi: "I risultati degli studi randomizzati considerati
indicano che l'omeopatia individualizzata ha un effetto superiore al placebo".
Per leggere l'abstract visita il sito http://www.siomi.it
Cucherat M, Haugh MC, Gooch M, Boissel JP. Evidence of
clinical efficacy of homeopathy: a meta-analysis of clinical trials. Eur
J Clin Pharmacol 2000; 56: 27-33. Sintesi: "Ci sono prove che i trattamenti
omeopatici sono più efficaci del placebo".
Per leggere l'abstract visita il sito
http://www.siomi.it
Shang A, Huwiler-Müntener K, Nartey L, et al. Are the
clinical effects ofhomoeopathy placebo effects? Comparative study of
placebo-controlledtrials of homoeopathy and allopathy. Lancet 2005; 366:
726-32.
Sintesi: "21 (19%) degli studi sull'omeopatia e 9 (8%) studi sulla medicina
convenzionale sono stati di qualità superiore. La maggioranza degli odds ratios
hanno segnalato un effetto benefico dell'intervento. L'eterogeneità dei
risultati è stata meno pronunciata per l'omeopatia che per la medicina
convenzionale. E' poco probabile che questa differenza possa essere attribuita
al caso".
Per leggere l'abstract visita il sito
http://www.siomi.it
Esiste una sesta meta-analisi importante, curiosamente non citata in questo
articolo, tanto più che fu pubblicata su The Lancet nel 1997, e dà anch'essa
risultati positivi. Linde K, Clausius N, Ramirez G, et al.
Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? A meta-analysis
of placebo-controlled trials. Lancet 1997; 350: 834-43. Sintesi: "I risultati
della nostra meta-analisi sono incompatibili con l'ipotesi che gli effetti
clinici dell'omeopatia sono completamente dovuti ad un effetto placebo".
Per leggere l'abstract visita il sito
http://www.siomi.it
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UN ARTICOLO DI QUALCHE TEMPO FA... RIFLETTIAMO...
Attacchi all'omeopatia e traffico d'armi: scienza o coscienza "sporca"?
Il commercio internazionale di armi, scrive un nutrito gruppo di medici e scienziati alla prestigiosa rivista scientifica Lancet, è incompatibile con i principi etici ai quali si ispira la rivista, e la professione di medico.
Perché dunque il suo editore, il gruppo Reed Elsevier, continua a promuovere la vendita di armi organizzando le più importanti fiere del settore?
Una lettera al Lancet, pubblicata dalla stessa rivista lo scorso 10 settembre, chiede all'attuale editore e proprietario di mettere fine al suo coinvolgimento nel commercio internazionale di armi (attuato attraverso la sezione esposizioni della sua azienda, che organizza eventi nei quali vengono trattati armamenti di ogni tipo, dalle navi da guerra alle bombe a grappolo).
La proprietà risponde che «l'industria della difesa è centrale per preservare la libertà e la sicurezza nazionale, e per preservare i valori democratici».
La lettera in questione è stata firmata da medici e ricercatori impegnati in organizzazioni quali International Physicians for the Prevention of Nuclear War, Scientists for Global Responsibility, MedAct, Campaign Against Arms Trade, Europeans for Medical Progress, Physicians for Social Responsibility, e in istituzioni mediche che tutte insieme rappresentano un punto di riferimento per almeno 15.000 medici.
Non siamo soli, quindi, nel ritenere che questo caso rappresenti una forte discrepanza di ideali. Se infatti oggi il Lancet è al centro dell’ ultima offensiva contro l’omeopatia, fin dalla sua nascita ha rappresentato un baluardo sicuro nei confronti delle forze politiche, sociali e commerciali che mettono a rischio i valori fondamentali della professione medica.
Ad oggi, è sicuramente la rivista più seguita al mondo in fatto di medicina, salute pubblica e diritti. Eppure «si trova implicato nei profitti del commercio mondiale di armi, lo stesso che infligge danni fisici e sociali nelle aree più povere e instabili del pianeta» scrivono i firmatari.
Crea in tutti noi una certa confusione sapere che la proprietà della rivista persegue interessi che con questi ideali sono sicuramente in conflitto.
Una confusione registrata anche dal comitato editoriale della rivista, che a sua volta chiede all'editore di cambiare business: «Sarà incomprensibile ai lettori che i nostri proprietari siano impegnati in un'attività che mina non solo i principi della salute pubblica, ma anche la linee delle agenzie intergovernative? Siamo profondamente turbati da questo legame con il commercio di armi. A nome dei nostri lettori ed autori chiediamo rispettosamente a Reed Elsevier di disinvestire da tutti gli interessi d'affari che minacciano la salute e il benessere umano, specie dei civili.»
Quando gli interessi in gioco non corrispondono agli ideali ispiratori, aumenta la possibilità che anche nella presentazione degli articoli scientifici la verità venga nascosta o presentata in modo alterato.
In questo caso, chi si erge come garante della “scientificità” finisce per coincidere con chi vende armi al mondo intero perché ognuno possa imporre con la forza la sua propria visione della verità.
Redazione eurosalus
23-09-2005
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A QUESTO LINK POTRETE PARTECIPARE AL SONDAGGIO
SULLA VALIDITA' DELL'OMEOPATIA COME CURA:
http://www.corriere.it/appsSondaggi/pages/corriere/d_1549.jsp
VISITA IL SITO:
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