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La tribù degli Indios
Piaroa, circa tremila anime,
è una popolazione india che
vive isolata dagli altri indios nell’ America Meridionale,
nella foresta tropicale tra
la Guyana Esterna e l’Alto Orinoco.
Chi ha avuto il privilegio
di conoscerli li ricorda come un gruppo di persone riservate e
gentili.
Il loro habitat è
l’ambiente tropicale con fitte foreste, savane pallide, blocchi
di granito nero lucidi tondeggianti come schiene di elefanti,
fiumi limpidi.
Le loro caratteristiche
fisiche richiamano l’elemento asiatico: piccoli di statura con
occhi a mandorla molto dolci, capelli lisci e scuri e pelle
molto abbronzata.
Anche se le loro
caratteristiche fisiche richiamano gli amerindi, non si esclude
che siano “indipendenti” e che rappresentano l’elemento di un
tipo umano paleoamericano precedente alle razze attuali, spinto
molti secoli fa nell’attuale zona dall’urto con altre
popolazioni.
Quello che è certo è che
gli indios Piaroa differiscono dalle altre tribù indiane; la
loro vita è di una semplicità disarmante: sono nudi e vivono in
grandi capanne emisferiche in clan di venti, trenta famiglie;
l’arredamento consiste in amache e sgabelli e questo fatto
potrebbe far pensare ad una popolazione indolente e apatica, ma
non è così. I Piaroa non uccidono e non fanno guerre, non
lottano, non rubano, non litigano.
Non hanno tribunali né
giudici; si autogovernano usando la loro intelligente coscienza.
La loro religione si concentra verso un essere supremo ed il
loro stregone è semplicemente un uomo che si occupa di curare la
tribù. Gli uomini e le donne vivono in perfetta uguaglianza di
diritti e doveri ed il loro rapporto matrimoniale viene turbato
solo molto raramente da adulterio e separazioni.
I bambini vengono educati
evitando ogni forma di castigo e basando gli insegnamenti
sull’”esempio”.
Questa assenza totale di
violenza genera un insolito modo di vivere rivolto solo verso il
proprio benessere fisico e spirituale. Ogni Indios Piaroa
mantiene inalterata la propria sfera emotiva ed ha un mondo
personale dove praticamente non esiste la partecipazione al
dolore altrui; ne è testimonianza l’indifferenza con la quale
viene considerato il suicidio.
Le loro esistenze sono
destinate a nascere, vivere e spegnersi nella solitudine. La
loro arte rispecchia questa individualità .
La raccolta di poesie che
riporterò in queste pagine sono il risultato di un paziente
lavoro di traduzione. Mio nonno aveva un
amico, un grande scienziato, che si recava presso quelle
popolazioni per motivi di studio. Non ne citerò il nome per
rispettare la “privacy” della famiglia di questo grande uomo
recentemente scomparso.
Donò a mio
nonno questi scritti raccolti in un piccolo libricino ed
io li ho trovati straordinari nella loro semplicità, una
bellezza piena di sentimenti cristallini, puri come l’acqua.
Io amo molto questi versi e
desidero condividerli con voi che forse come me, ne apprezzerete
la magia.
Gli indios Piaroa recitano
le loro poesie durante le normali occupazioni: durante la pesca,
mentre preparano i loro pasti, mentre riposano nelle loro
amache. Si tratta di una specie di cantilena cadenzata,
affannosa, languida, tremolante, fluida soffiata a fior di
labbra. Soltanto a questo punto “l’interprete” della tribù si
avvicina distrattamente e ricostruisce il mormorio in una lingua
comprensibile. I componimenti poetici non hanno un autore
preciso, sono il frutto dei pensieri comuni, magari formulati in
tempi diversi.
Sono state eliminate le
ripetizioni delle frasi che caratterizzano queste composizioni
per la semplice ragione di renderle più simili al nostro modo di
ascoltare poesia, ma conservano il loro carattere originale e ci
offrono una visione meravigliosa di una delle più sperdute e
misteriose famiglie umane.
Le notizie sulla loro
sopravvivenza risalgono a circa quaranta anni fa’… secondo gli
studiosi erano in via di estinzione… la mia speranza è che il
mondo non abbia già perduto questi sorridenti poeti.
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