PACE DI SERA

 

Nella pace dei tuoi silenzi

sento l’eco delle voci dei vecchi contadini

che ritornano dai campi;

Sento lo scroscio festoso della fontanella

che saluta tutti i passanti.

E dopo la cena … un quartino intona

una dolce melodia:

è una melodia d’amore antico

che scuote dal fondo l’anima mia.

E’ la felicità di essere beata,

felice di esistere per poter ricordare

attraverso quel suono antico

la vecchia storia

che mi hanno sempre raccontato.

 

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PAESAGGIO ABRUZZESE

 

Tu, piccolo paesino di montagna,

non senti gli anni della tua lunga vita.

Non ricordi le sventure,

ne’ gli eventi fortunosi.

Porti in te la forza dell’Abruzzo,

la pace dei tuoi boschi,

i canti dei tuoi contadini arsi dal sole.

Sul tuo suolo brullo e roccioso

spuntano anche i fiori …

perché dove c’è amore c’è vita

e dove c’è vita c’è forza d’amare.

Questo è il tuo elisir di lunga vita

Che ti fa dimenticare i lunghi anni tuoi!

 

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QUELLA STRADINA BIANCA

 

Dolce, piccolo paesino d’Abruzzo

dove timidamente mossi i miei primi passi.

Su quella vecchia fotografia

c’era una stradina bianca e tu,

mia cara mamma

mi sostenevi le braccine perché non cadessi.

Ero piccola

e tu chissà cosa speravi per me;

certo, solo cose belle!

Da allora tanti anni sono passati

ed io ho cominciato a camminare da sola

nella strada della vita.

Ma come nelle favole si incontra il lupo …

così è successo nella favola della mia vita.

Da allora iniziarono i miei affanni

e piano piano il lupo ha rubato i miei desideri,

i miei affetti, il mio amore per le cose che amavo.

Per tutte.

Ora vedo con gli occhi della mente

quella bambina,

quella stradina bianca,

ma dietro di lei a sostenerle le braccia

non c’è più la mamma gioiosa

piena di liete speranze!

Vedo una donna china su di lei

che cerca di sorreggerla, di confortarla …

e nello sforzo la trascina e si trascina

nella strada tormentata della vita.

Quella mamma conosce solo affanni!

 

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NINNA NANNA

 

La finestra di quando ero bambina,

il profumo dolce di una mattina

che si risveglia sempre intatta,

così come era.

Dolci ricordi si affollano alla mente;

è come un’antica melodia

che fa cantare il mio cuore.

I fantasmi del passato

mi fanno compagnia

e intanto io rimpiango

tutta quella gioia che cresceva dentro di me

e che non vedevo.

Ora vedo,

ma non posso più tornare a vivere il passato.

Solo il mio ricordo

canta una dolce ninna nanna

ai miei desideri infranti.

Ecco la campana che rintocca …

e continua il racconto della vita

e intanto la finestra di quando ero bambina

diventa piccina piccina.

Sono donna,

non c’è posto per i sogni!

 

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L'ECO DI UN SOGNO

 

Sola.

Sono qui nella quiete di questo cielo così azzurro

di questo prato così verde...

Intorno a me solo montagne.

Seduta all’ombra di una grande quercia

osservo la linea dell’orizzonte

e l’erba che danza alla brezza del vento.

I colori si confondono

con il rosso infuocato del sole al tramonto.

Questo luogo così caro al mio cuore…

Lo amo da quando ero bambina,

quando mi buttavo sull’erba fresca

dopo le corse sfrenate e le partite a pallone.

Ricordo che accarezzavo gli steli dell’erba

e osservavo il rincorrersi delle nuvole bianche

nel cielo sopra di me.

Aspiravo il profumo della libertà

e quella grande quercia

mi raccontava la sua forza, il segreto della sua vita.

Se mi addormentavo alla sua ombra

facevo sempre dei magnifici sogni

e al mio risveglio

ritrovavo quel meraviglioso tetto fatto di cielo.

Anche ora sono qui;

il tempo dei giochi è come un sogno lontano.

Sono tornata

per ripararmi dal tumulto della vita.

Un campana rintocca

nel silenzio che avvolge la montagna…

posso sentire l’eco dei miei pensieri

e dei sogni che non ho più…

 

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IERI, OGGI, DOMANI...

 

Il mio paese è piccino,

da tanto tempo

dorme ai piedi della montagna.

Non cambia mai

e quando ci torno trovo intorno a me

tanti ricordi di quando ero bambina.

Mi fermo a pensare e rivedo quello che era:

la vecchia fontanella,

gli asinelli stanchi che tornano a sera nelle stalle;

i contadini arsi dal sole che hanno lavorato nei campi;

le donne tutte uguali davanti alle porte delle case.

I profumi delle semplici cene,

le risate di noi bambini

felici per cose tanto semplici.

Come vorrei tornare indietro!

Come vorrei rivivere quelle sere

in cui al momento di andare a letto

non vedevo l’ora di addormentarmi

per arrivare ad un altro giorno di spensieratezza.

Ora non è più così, è passato tanto tempo...

ora  quando arriva il mattino

io provo ad inventarmi

la gioia per cominciare un altro giorno.

 

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QUANDO TORNO DA TE...

 

C'è una piccola curva

che il mio cuore ama tanto.

Dopo averla oltrepassata,

ecco la montagna arida e brulla,

piena di sole e ricca dei cari ricordi d'infanzia.

Un carretto cigolante e sbilenco,

un vecchio asinello e un contadino

con la pelle avvizzita dagli anni e dal sole.

Un saluto, occhi che si incontrano,

dolci ricordi nella mente.

Quella stradina diventa tortuosa,

si arrampica verso quella casetta lassù,

ai piedi della montagna.

Il mio cuore batte più forte ora...

quel ricordo si fa dolce e mi stringe la gola.

Alla fine della strada

ti rivedo nonnina mia

quando mi aprivi le braccia

e abbracciandomi dicevi

"ecco la stella mia!"

E' uno dei ricordi più preziosi del mio cuore,

l'unica ricchezza che conta per me,

l'amore di quella nonnina

che aspettava solo me!

 

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GIORNI D'ESTATE

 

Giorni d’estate pieni di giochi e risate,

voci allegre e spensierate,

corse in bicicletta e passeggiate nei prati.

La cena, solo una distrazione

per quel nostro stare insieme.

Mangiavamo in tutta fretta

per poter stare di nuovo in compagnia.

Le scale di pietra di quella casa antica

si popolavano poco a poco

e come per magia

diventavano un palcoscenico

dove regnava l’allegria.

Chitarre, fisarmonica e canzoni

e la nostra fantasia…

ospite d’onore della nostra compagnia.

In pochi attimi uscivano tutti dalle case

e in quella stradina piena

di ciottoli e di sassi

alcuni cominciavano a ballare.

Lucciole, grilli e un tetto di stelle…

Intorno a noi solo un’allegra semplicità

e una genuina sensazione di libertà.

 

  (dedicata agli amici di Villa San Sebastiano)

 

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MEMORIA

 

Resto sempre incantata

nel vedere l’aurora che nasce

e il paesaggio

che prende forma davanti ai miei occhi.

E’ uno stupore che non cesserà,

perché ogni giorno

diventa ricordo e memoria di ieri,

qualcosa di prezioso

nel tempo che scivola via.

Ho visto il sole al suo risveglio

e al suo addormentarsi,

il colore dei fiori che sbocciano,

le stagioni che vanno per poi ritornare,

i rossi tramonti e le notti stellate piene di luna,

la voce del vento tra i rami...

Questo è il mio tenero abbandono alla vita,

un abbraccio che avvolge il mio cuore

un sorriso che sboccia improvviso...

ogni cosa intorno a me diventa parte

della mia memoria...

... scrigno prezioso della mia storia.

 

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SUSSURRI E SOSPIRI DI LUCE

 

Un lieve sussurro di luce,

gli uccelli notturni salutano la notte,

ormai l’alba è qui.

La nebbia sottile

come un pizzo prezioso

avvolge le cime delle montagne;

più tardi si diraderà

per scoprire lentamente

le case addormentate.

C’è un silenzio con mille voci:

il battito d’ali degli uccelli tra i rami,

i rondinotti

che affidano il loro richiamo al vento amico,

il canto dei galli.

Il sole ora forma una cornice di luce splendente

mentre i fiori si aprono in tutta la loro bellezza.

Quest’aria frizzante è velluto sulla pelle,

sento la carezza del sole.

L’ultimo sospiro di luce

annuncerà l’arrivo del tramonto

mentre la natura si preparerà alla notte

aspettando le stelle.

Sarà una notte

colma di luce in frammenti,

frammenti di luce,

luce di luna,

chiarore di ghiaccio,

erba d’argento.

 

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GELO

 

Cerco le mie radici

per quelle antiche strade.

La notte ha avvolto il paesaggio

e correrà come sempre verso il mattino.

Io sono qui

intrappolata dentro la sensazione

di aver già vissuto questi attimi

e sto rivivendo una storia

che qualcuno ha già vissuto prima di me.

Questo il frutto del domani,

il seme posto nella terra ieri…

Quante volte ho camminato

lungo questa strada alberata;

ogni sasso è sepolto ormai dall’asfalto,

ma io ascolto i suoi ricordi.

Un sorriso

illuminava il mio viso e il mio cuore…

ora  è nascosto dietro labbra serrate.

Non si sfugge al dolore,

si può alleviare se qualcuno ti aiuta,

ma nessuno comprende

il mio linguaggio senza parole.

Tutto intorno mi racconta qualcosa di me…

io avevo voluto dimenticare

per non soffrire…

Mi sento

come una vetta altissima e inaccessibile

piena di ghiaccio…

anche se io volevo essere

come un prato pieno di fiori…

ma i fiori vanno raccolti e non strappati…

Così mi sono coperta di ghiaccio,

e mi sono avvolta nel calore

di un abbraccio pieno di gelo.

Nessuna emozione

catturerà più la mia anima.  

 

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UNA VOCE... UN'ECO

 

Voce di montagna,

parto sempre

col tuo eco nel cuore.

Ti innalzi maestosa

ricca di voci e silenzi…

scintillii di luci ti adornano.

Ti saluto ancora una volta

ma la tua immagine negli occhi

dà vita al mio sogno.

E’ il sogno di tornare da te

perché l’eco che ascolto…

fa ormai parte di me.

 

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DANZANO NEL VENTO

 

Sto sfogliando le pagine di un sogno

ed incontro scaglie di passato…

Prima bambina,

sorridente e sfrenata nella gioia dei giochi;

poi ancora con mamma e papà

nei picnic della domenica

su prati verdi tra piccoli fiori

che danzavano nel vento.

Continuo a sfogliare il mio sogno

ed eccomi già donna,

innamorata e felice e poi sposa

ed ecco due piccole batuffoline rosa,

boccioli di bimbe,

fantastiche tra le mie braccia.

Due domani da inventare,

da sognare,

da realizzare…

con amore, dedizione e complicità.

Sto ancora sfogliando

le pagine del mio sogno

ma sento il profumo dei fiori

che da allora…

ancora danzano nel vento.

 

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NOSTALGIA

 

Caro piccolo paese,

non posso tornare da te ora,

ma la mente

ha trasformato i miei pensieri in ricordi

e  posso ascoltare i tuoi echi lontani.

Mi donasti preziosi momenti...

serate stellate,

il primo grande amore,

il riflesso bianco della luna.

Penso a te come a un piccolo nido

dove trovavo il calore e la gioia del ritorno.

La nonna sulla soglia della grande casa,

la zia che agitava le mani infarinate

e ci diceva bentornati,

i cugini, gli zii, gli amici,

ed i loro teneri abbracci di saluto.

Mille profumi in quella strada…

fragranti e semplici odori

di pizza e pane appena sfornati,

di arrosti, minestre e peperoni.

C'era profumo di sole e terra

nell'abbraccio delle vicine di casa

tornate dai campi rosse in viso e stanche...

Le più anziane intente nei lavori

di ricamo e all'uncinetto

alzavano la mano e sorridevano contente.

Era un piccola gioia

ma poco fa ripensavo a quei momenti

ed ho sentito un dolore pungente

insinuarsi fin dentro l’anima.

So che la fontanella tace ormai

ed il sole brucia sulla strada deserta

come bruciano le lacrime nei miei occhi.

So che è silenzio quando scende la sera

e anche le stelle, ne sono certa…

non brillano più come allora.

I miei cari non ci sono più…

Non è rimasto nessuno

e le luci delle case sono spente per sempre.

Non posso tornare paesino mio,

non ora…

morirei di nostalgia.

Tornerò forse un giorno lontano

con tanti fiori tra le braccia,

e aprirò quel Sacro Cancello

dove riposano i miei cari;

nel loro sonno senza sogni

conservano care memorie.

Nessuno

 potrà mai cancellare dal mio cuore quel paesino

dove il canto del gallo iniziava il giorno,

dove la luna era innamorata delle stelle,

dove le lucciole sembravano piccole lanterne…

 

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SON TORNATA... NOSTALGIA...

 

Nel viottolo erboso

piccoli fiori occhieggiano

e la loro profumata bellezza

accoglie i miei passi.

L'erba è fresca, appena tagliata.

E' il profumo antico di casa mia,

del focolare scoppiettante,

di qualcosa di ineffabile

che abbraccia il cuore.

Radici profonde nell'anima mia,

tutto è Nostalgia...

I rintocchi di campana

scandiscono i miei passi,

stringo commossa le mani

di chi calorosamente gioisce al mio ritorno.

Adorato luogo della mia gioventù,

culla del tempo amato che non ritorna,

t'abbraccio con lo sguardo immerso tra i monti

immersa nei profumi

che tanto tempo fa mi inebriarono il cuore.

 

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ADDIO… NOSTALGIA

 

Son venuta a salutarti

piccolo paese della mia Nostalgia;

tra i tuoi monti ho scritto le me prime poesie

trasformando in versi l’emozione del poeta

che timidamente in me nasceva.

Mi soffermerò a guardarti

soltanto per fugaci attimi;

non voglio che il mio sguardo

accarezzi i luoghi dove abitano tanti ricordi

che voglio dimenticare.

Ora sta piovendo ed ho spento la musica

per ascoltare

il gentile scorrere dell’acqua sulle foglie…

Per me questo

è il concerto più bello del mondo,

un palcoscenico dove l’anima va in scena

abbandonando gli abiti superflui

che la vita m’ha cucito addosso.

Sta arrivando la notte

e le stelle, mio piccolo paese,

pulseranno come se fossero il cuore del tuo cielo;

diventerai un presepe di luci lo so;

ti porto negli occhi e nel cuore

fin da quando ero bambina,

ma ti dimenticherò

come si dimentica un grande amore.

e non una lacrima ti donerò per questo addio.

Il fragrante profumo della tua terra

già non è più mio

e desolato il mio cuore accarezza senza rancore

la mano del destino

che di certo con me non ha avuto clemenza.

Il mio bagaglio d’amore è pronto ormai;

arrivai tra i tuoi monti che ero piccina piccina

e me ne vado ora che son diventata una signora…

Pesa molto questa valigia,

ma la porto via con me,

perché lasciarla

vorrebbe dire abbandonare una parte di me.

 

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TORNO DA EMIGRANTE

 

Ciao mio adorato paesello,

son tornata…

Come l’emigrante

partii  lasciandoti il mio cuore,

le memorie, i sogni e le speranze.

T’ho ritrovato…

e anche tu sei un po’ invecchiato come me;

come un amico che mi è tanto mancato,

t’ho osservato…

Le case sempre uguali,

la gente per la strada,

i fiori sui balconi,

i bambini per la via…

ma qualcosa manca, amico mio del cuore…

Una volta eri pieno di allegria

nei giorni di sole

e nelle sere spendenti di luna.

A te manca soltanto questo e nulla più…

ma a me manca molto, molto di più…

Mi mancano i sogni che cullavo

dentro me quando ero

una ragazza innamorata

e aspettavo sul balcone

la luna che nasceva,

la trapunta delle stelle

ed il mio giovane e bello innamorato.

Quant’è bello ricordare

quei magici sogni intessuti di stelle

e di notti blu…

Mio adorato paesello

come l’emigrante son tornata

e ho fatto appello al mio coraggio

perché mi batteva forte forte il cuore

quando ho intravisto

le cime dei tuoi monti da lontano…

E’ bastato solo un attimo però…

ho posato la mano sul cuore

per capire che sei rimasto

il mio grande amore.

 

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CANTASTORIE

 

Ho incontrato un cantastorie

tra le strette vie di un borgo antico.

Canta per tutti,  a tutti sorride

quando s’aprono le finestre al suo passaggio.

La sua voce

intona ballate di memorie antiche

e per tutto il giorno s’avvolge nel suo canto.

Al mattino

anche la rugiada che sui campi si posa

ricorda quel canto

e l’erba si muove dolcemente

al suono della melodia

che non conosce né ricorda il tempo.

Il sole s’alzerà nel cielo

e il cantastorie continuerà a cantare a voce piena

l’amore per l’amore

e l’amore per la vita nella sua semplicità.

Nel suo girovagare arriverà alla sera

e la luna affacciata tra le stelle ascolterà

quel che resta del dolce e appassionato canto.

Il cantastorie alzando gli occhi al cielo

vedrà l’incanto della notte stellata

e si stupirà per la sua pace.

Quella magia avvolgente

lo rende sempre più innamorato della vita.

Vestito semplicemente,

quando passa attira gli sguardi dei passanti

e cattura i cuori con le sue dolci nenie.

Nessuno nota i suoi abiti un po’ logori

perché lo splendore di quel cuore canterino

dona tanta pace all’anima

e fa sentire a tutti l’emozione

che si può creare con semplici e tenere parole.

 

 

 

 

 

 

 

 

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