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PACE DI SERA
Nella
pace dei tuoi silenzi
sento
l’eco delle voci dei vecchi contadini
che
ritornano dai campi;
Sento
lo scroscio festoso della fontanella
che
saluta tutti i passanti.
E
dopo la cena … un quartino intona
una
dolce melodia:
è
una melodia d’amore antico
che
scuote dal fondo l’anima mia.
E’
la felicità di essere beata,
felice
di esistere per poter ricordare
attraverso
quel suono antico
la vecchia storia
che mi hanno sempre raccontato.
**********
PAESAGGIO ABRUZZESE
Tu,
piccolo paesino di montagna,
non
senti gli anni della tua lunga
vita.
Non
ricordi le sventure,
ne’
gli eventi fortunosi.
Porti
in te la forza dell’Abruzzo,
la
pace dei tuoi boschi,
i
canti dei tuoi contadini arsi
dal sole.
Sul
tuo suolo brullo e roccioso
spuntano
anche i fiori …
perché
dove c’è amore c’è vita
e
dove c’è vita c’è forza
d’amare.
Questo
è il tuo elisir di lunga vita
Che
ti fa dimenticare i lunghi
anni tuoi!
**********
QUELLA STRADINA BIANCA
Dolce,
piccolo paesino d’Abruzzo
dove
timidamente mossi i miei primi passi.
Su
quella vecchia fotografia
c’era una stradina
bianca e tu,
mia cara mamma
mi
sostenevi le braccine perché non cadessi.
Ero piccola
e tu chissà cosa
speravi per me;
certo,
solo cose belle!
Da
allora tanti anni sono passati
ed
io ho cominciato a camminare da sola
nella
strada della vita.
Ma
come nelle favole si incontra il lupo …
così
è successo nella favola della mia vita.
Da
allora iniziarono i miei affanni
e
piano piano il lupo ha rubato i miei desideri,
i
miei affetti, il mio amore per le cose che amavo.
Per
tutte.
Ora
vedo con gli occhi della mente
quella bambina,
quella stradina
bianca,
ma
dietro di lei a sostenerle le braccia
non c’è più la mamma
gioiosa
piena di liete
speranze!
Vedo
una donna china su di lei
che
cerca di sorreggerla, di confortarla …
e
nello sforzo la trascina e si trascina
nella
strada tormentata della vita.
Quella
mamma conosce solo affanni!
**********
NINNA NANNA
La
finestra
di
quando
ero
bambina,
il profumo dolce di una mattina
che si risveglia
sempre intatta,
così come era.
Dolci
ricordi
si
affollano
alla
mente;
è
come
un’antica
melodia
che
fa
cantare
il
mio
cuore.
I
fantasmi
del
passato
mi
fanno
compagnia
e intanto io rimpiango
tutta quella gioia
che
cresceva
dentro
di
me
e
che
non
vedevo.
Ora vedo,
ma non posso più tornare
a
vivere
il
passato.
Solo
il
mio
ricordo
canta
una
dolce
ninna
nanna
ai
miei
desideri
infranti.
Ecco
la
campana
che
rintocca
…
e
continua
il
racconto
della
vita
e
intanto
la
finestra
di
quando
ero
bambina
diventa
piccina
piccina.
Sono
donna,
non
c’è
posto
per
i
sogni!
**********
L'ECO DI UN SOGNO
Sola.
Sono
qui nella quiete di questo cielo così
azzurro
di
questo prato così verde...
Intorno
a me solo montagne.
Seduta
all’ombra di una grande quercia
osservo
la linea dell’orizzonte
e
l’erba che danza alla brezza del
vento.
I
colori si confondono
con
il rosso infuocato del sole al tramonto.
Questo
luogo così caro al mio cuore…
Lo
amo da quando ero bambina,
quando
mi buttavo sull’erba fresca
dopo
le corse sfrenate e le partite a
pallone.
Ricordo
che accarezzavo gli steli dell’erba
e
osservavo il rincorrersi delle nuvole
bianche
nel
cielo sopra di me.
Aspiravo
il profumo della libertà
e quella grande quercia
mi raccontava la sua forza, il
segreto della sua vita.
Se
mi addormentavo alla sua ombra
facevo
sempre dei magnifici sogni
e
al mio risveglio
ritrovavo
quel meraviglioso tetto fatto di cielo.
Anche
ora sono qui;
il
tempo dei giochi è come un sogno
lontano.
Sono
tornata
per
ripararmi dal tumulto della vita.
Un
campana rintocca
nel
silenzio che avvolge la montagna…
posso
sentire l’eco dei miei pensieri
e
dei sogni che non ho più…
**********
IERI, OGGI, DOMANI...
Il
mio paese è piccino,
da tanto tempo
dorme ai piedi della montagna.
Non
cambia mai
e
quando ci torno trovo
intorno a me
tanti
ricordi di
quando ero bambina.
Mi
fermo a pensare e
rivedo quello che era:
la
vecchia fontanella,
gli
asinelli stanchi che
tornano a sera nelle stalle;
i
contadini arsi dal sole che
hanno lavorato nei campi;
le
donne tutte uguali davanti
alle porte delle case.
I
profumi delle semplici cene,
le
risate di noi bambini
felici
per cose tanto semplici.
Come
vorrei tornare indietro!
Come
vorrei rivivere quelle sere
in
cui al momento di andare a letto
non
vedevo l’ora di addormentarmi
per
arrivare ad un altro giorno di
spensieratezza.
Ora
non è più così, è
passato tanto tempo...
ora
quando arriva il mattino
io
provo ad inventarmi
la
gioia per cominciare un altro giorno.
**********
QUANDO TORNO DA TE...
C'è una
piccola curva
che il mio
cuore ama tanto.
Dopo
averla oltrepassata,
ecco la
montagna arida e brulla,
piena di
sole e
ricca dei cari ricordi d'infanzia.
Un
carretto cigolante e sbilenco,
un
vecchio asinello e un contadino
con
la pelle avvizzita dagli anni e dal sole.
Un
saluto, occhi che si incontrano,
dolci
ricordi nella mente.
Quella
stradina diventa tortuosa,
si
arrampica verso quella casetta lassù,
ai
piedi della montagna.
Il
mio cuore batte più forte ora...
quel
ricordo si fa dolce e mi stringe la gola.
Alla fine
della strada
ti rivedo
nonnina mia
quando
mi aprivi le braccia
e
abbracciandomi dicevi
"ecco la
stella mia!"
E'
uno dei ricordi più preziosi del mio cuore,
l'unica
ricchezza che conta per me,
l'amore
di quella nonnina
che
aspettava solo me!
**********
GIORNI D'ESTATE
Giorni d’estate pieni
di giochi e risate,
voci
allegre e spensierate,
corse
in bicicletta e passeggiate nei prati.
La
cena, solo una distrazione
per
quel nostro stare insieme.
Mangiavamo
in tutta fretta
per
poter stare di nuovo in compagnia.
Le
scale di pietra di quella casa antica
si
popolavano poco a poco
e
come per magia
diventavano
un palcoscenico
dove
regnava l’allegria.
Chitarre,
fisarmonica e canzoni
e
la nostra fantasia…
ospite
d’onore della nostra compagnia.
In
pochi attimi uscivano tutti dalle case
e
in quella stradina piena
di
ciottoli e di sassi
alcuni
cominciavano a ballare.
Lucciole,
grilli e un tetto di stelle…
Intorno
a noi solo un’allegra semplicità
e
una genuina sensazione di libertà.
(dedicata
agli amici di Villa San Sebastiano)
**********
MEMORIA
Resto sempre
incantata
nel vedere l’aurora
che nasce
e il paesaggio
che prende forma
davanti ai miei occhi.
E’
uno stupore che non cesserà,
perché ogni giorno
diventa ricordo e
memoria di ieri,
qualcosa di
prezioso
nel tempo che
scivola via.
Ho
visto il sole al suo risveglio
e
al suo addormentarsi,
il
colore dei fiori che sbocciano,
le
stagioni che vanno per poi ritornare,
i
rossi tramonti e le notti stellate piene di luna,
la
voce del vento tra i rami...
Questo
è il mio tenero abbandono alla vita,
un
abbraccio che avvolge il mio cuore
un
sorriso che sboccia improvviso...
ogni
cosa intorno a me diventa parte
della
mia memoria...
...
scrigno prezioso della mia storia.
**********
SUSSURRI E SOSPIRI DI LUCE
Un
lieve sussurro di luce,
gli
uccelli notturni
salutano la notte,
ormai
l’alba è qui.
La nebbia sottile
come un pizzo prezioso
avvolge
le cime delle montagne;
più
tardi si diraderà
per scoprire lentamente
le case addormentate.
C’è
un silenzio con mille
voci:
il
battito d’ali degli
uccelli tra i rami,
i rondinotti
che affidano il loro
richiamo
al
vento amico,
il
canto dei galli.
Il
sole ora forma una
cornice
di
luce splendente
mentre
i fiori si aprono
in
tutta la loro bellezza.
Quest’aria
frizzante è velluto
sulla pelle,
sento
la carezza del sole.
L’ultimo
sospiro di luce
annuncerà
l’arrivo del tramonto
mentre
la natura si preparerà
alla notte
aspettando
le stelle.
Sarà una notte
colma di
luce
in frammenti,
frammenti
di luce,
luce
di luna,
chiarore
di ghiaccio,
erba
d’argento.
**********
GELO
Cerco le mie radici
per quelle antiche strade.
La
notte
ha
avvolto
il
paesaggio
e
correrà
come
sempre
verso
il
mattino.
Io sono qui
intrappolata dentro la sensazione
di aver già vissuto questi attimi
e sto
rivivendo
una
storia
che
qualcuno
ha
già
vissuto
prima
di
me.
Questo
il
frutto
del
domani,
il
seme
posto
nella
terra
ieri…
Quante
volte
ho
camminato
lungo
questa
strada
alberata;
ogni
sasso
è
sepolto
ormai
dall’asfalto,
ma
io
ascolto
i
suoi
ricordi.
Un sorriso
illuminava il mio viso e il mio cuore…
ora
è
nascosto
dietro
labbra
serrate.
Non
si
sfugge
al
dolore,
si
può
alleviare
se
qualcuno
ti
aiuta,
ma
nessuno
comprende
il
mio
linguaggio
senza
parole.
Tutto
intorno
mi
racconta
qualcosa
di
me…
io avevo voluto dimenticare
per non soffrire…
Mi sento
come una vetta altissima e inaccessibile
piena
di
ghiaccio…
anche se io volevo essere
come un prato
pieno
di
fiori…
ma
i
fiori
vanno
raccolti
e
non
strappati…
Così
mi
sono
coperta
di
ghiaccio,
e
mi
sono
avvolta
nel
calore
di
un
abbraccio
pieno
di
gelo.
Nessuna
emozione
catturerà
più
la
mia
anima.
**********
UNA VOCE... UN'ECO
Voce
di montagna,
parto sempre
col tuo eco nel cuore.
Ti
innalzi maestosa
ricca
di voci e silenzi…
scintillii
di luci ti adornano.
Ti
saluto ancora una volta
ma
la tua immagine negli occhi
dà
vita al mio sogno.
E’
il sogno di tornare da te
perché
l’eco che ascolto…
fa
ormai parte di me.
**********
DANZANO NEL VENTO
Sto sfogliando le pagine di
un sogno
ed incontro
scaglie di passato…
Prima bambina,
sorridente e sfrenata
nella gioia dei giochi;
poi ancora con mamma e papà
nei picnic della domenica
su prati verdi
tra piccoli fiori
che danzavano nel vento.
Continuo a sfogliare il mio
sogno
ed eccomi già donna,
innamorata e felice e poi
sposa
ed ecco
due piccole batuffoline
rosa,
boccioli di bimbe,
fantastiche tra le mie
braccia.
Due domani da inventare,
da sognare,
da realizzare…
con amore,
dedizione
e complicità.
Sto ancora sfogliando
le pagine del mio sogno
ma sento il profumo dei
fiori
che da allora…
ancora danzano nel vento.
**********
NOSTALGIA
Caro piccolo paese,
non posso tornare da te ora,
ma la mente
ha trasformato
i miei pensieri in ricordi
e posso ascoltare
i tuoi echi lontani.
Mi donasti preziosi momenti...
serate stellate,
il primo grande amore,
il riflesso bianco della luna.
Penso
a te come a un piccolo nido
dove trovavo il calore e la
gioia del ritorno.
La nonna sulla soglia della
grande casa,
la zia che
agitava le mani infarinate
e
ci diceva bentornati,
i
cugini, gli zii, gli amici,
ed i loro teneri abbracci di
saluto.
Mille profumi in
quella strada…
fragranti e semplici odori
di pizza e pane appena sfornati,
di arrosti, minestre e peperoni.
C'era profumo di sole e terra
nell'abbraccio delle vicine
di casa
tornate dai campi rosse in viso
e stanche...
Le
più anziane intente nei lavori
di ricamo e all'uncinetto
alzavano la mano e sorridevano
contente.
Era
un piccola gioia
ma poco fa ripensavo a quei
momenti
ed ho sentito un dolore pungente
insinuarsi
fin dentro l’anima.
So che la fontanella tace ormai
ed il sole brucia sulla strada
deserta
come bruciano le lacrime nei
miei occhi.
So
che è silenzio quando
scende la sera
e
anche le stelle, ne sono certa…
non brillano più come allora.
I
miei cari non ci sono più…
Non è rimasto nessuno
e
le luci delle case sono spente
per sempre.
Non posso tornare paesino mio,
non ora…
morirei di nostalgia.
Tornerò forse un giorno lontano
con tanti fiori tra le braccia,
e
aprirò quel Sacro Cancello
dove riposano i miei cari;
nel loro sonno senza sogni
conservano care memorie.
Nessuno
potrà mai cancellare dal
mio cuore
quel paesino
dove il canto del gallo iniziava
il giorno,
dove la luna era innamorata
delle stelle,
dove le lucciole sembravano
piccole lanterne…
**********
SON TORNATA... NOSTALGIA...
Nel viottolo erboso
piccoli fiori occhieggiano
e la loro profumata bellezza
accoglie i miei passi.
L'erba è fresca, appena
tagliata.
E' il profumo antico di casa
mia,
del focolare scoppiettante,
di qualcosa di ineffabile
che abbraccia il cuore.
Radici profonde nell'anima mia,
tutto è Nostalgia...
I rintocchi di campana
scandiscono i miei passi,
stringo commossa le mani
di chi calorosamente gioisce al
mio ritorno.
Adorato luogo della mia
gioventù,
culla del tempo amato che non
ritorna,
t'abbraccio con lo sguardo
immerso tra i monti
immersa nei profumi
che tanto tempo fa
mi inebriarono il cuore.
**********
ADDIO… NOSTALGIA
Son venuta a salutarti
piccolo paese della mia
Nostalgia;
tra i tuoi monti ho scritto le
me prime poesie
trasformando in versi l’emozione
del poeta
che timidamente in me nasceva.
Mi soffermerò a guardarti
soltanto per fugaci attimi;
non voglio che il mio sguardo
accarezzi i luoghi dove abitano
tanti ricordi
che voglio dimenticare.
Ora sta piovendo ed ho spento la
musica
per ascoltare
il gentile scorrere dell’acqua
sulle foglie…
Per me questo
è il concerto più bello del
mondo,
un palcoscenico dove l’anima va
in scena
abbandonando gli abiti superflui
che la vita m’ha cucito addosso.
Sta arrivando la notte
e le stelle, mio piccolo paese,
pulseranno come se fossero il
cuore del tuo cielo;
diventerai un presepe di luci lo
so;
ti porto negli occhi e nel cuore
fin da quando ero bambina,
ma ti dimenticherò
come si dimentica un grande
amore.
e non una lacrima ti donerò per
questo addio.
Il fragrante profumo della tua
terra
già non è più mio
e desolato il mio cuore
accarezza senza rancore
la mano del destino
che di certo con me non ha avuto
clemenza.
Il mio bagaglio d’amore è pronto
ormai;
arrivai tra i tuoi monti che ero
piccina piccina
e me ne vado ora che son
diventata una signora…
Pesa molto questa valigia,
ma la porto via con me,
perché lasciarla
vorrebbe dire abbandonare una
parte di me.
**********
TORNO DA EMIGRANTE
Ciao mio
adorato paesello,
son
tornata…
Come
l’emigrante
partii
lasciandoti il mio cuore,
le
memorie, i sogni e le speranze.
T’ho
ritrovato…
e anche
tu sei un po’ invecchiato come me;
come un
amico che mi è tanto mancato,
t’ho
osservato…
Le case
sempre uguali,
la gente
per la strada,
i fiori
sui balconi,
i bambini
per la via…
ma
qualcosa manca, amico mio del
cuore…
Una volta
eri pieno di allegria
nei
giorni di sole
e nelle
sere spendenti di luna.
A te
manca soltanto questo e nulla più…
ma a me
manca molto, molto di più…
Mi
mancano i sogni che cullavo
dentro me
quando ero
una
ragazza innamorata
e
aspettavo sul balcone
la luna
che nasceva,
la
trapunta delle stelle
ed il mio
giovane e bello innamorato.
Quant’è
bello ricordare
quei
magici sogni intessuti di stelle
e di
notti blu…
Mio
adorato paesello
come
l’emigrante son tornata
e ho
fatto appello al mio coraggio
perché mi
batteva forte forte il cuore
quando ho
intravisto
le cime
dei tuoi monti da
lontano…
E’
bastato solo un attimo però…
ho posato
la mano sul cuore
per
capire che sei rimasto
il mio
grande amore.
**********
CANTASTORIE
Ho incontrato un
cantastorie
tra le strette
vie di un borgo antico.
Canta per tutti,
a tutti sorride
quando s’aprono
le finestre al suo passaggio.
La sua voce
intona ballate
di memorie antiche
e per tutto il
giorno s’avvolge nel suo canto.
Al mattino
anche la rugiada
che sui campi si posa
ricorda quel
canto
e l’erba si
muove dolcemente
al suono della
melodia
che non conosce
né ricorda il tempo.
Il sole s’alzerà
nel cielo
e il cantastorie
continuerà a cantare a voce piena
l’amore per
l’amore
e l’amore per la
vita nella sua
semplicità.
Nel suo
girovagare arriverà alla
sera
e la luna
affacciata tra le stelle ascolterà
quel che resta
del dolce e appassionato canto.
Il cantastorie
alzando gli occhi al cielo
vedrà l’incanto
della notte stellata
e si stupirà per
la sua pace.
Quella magia
avvolgente
lo rende sempre
più innamorato della vita.
Vestito
semplicemente,
quando passa attira gli
sguardi dei passanti
e cattura i
cuori con le sue dolci nenie.
Nessuno nota i
suoi abiti un po’ logori
perché lo
splendore di quel cuore canterino
dona tanta pace
all’anima
e fa sentire a
tutti l’emozione
che si può
creare con semplici e
tenere parole.






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