Aîta

 

 

Tanti son gli anni già che sei partita

ma il tempo tutto non può cancellare,

Vedo ancora le piccole tue braccia tendersi alla vita,

odo i gorgheggi tuoi,  la gioia espressa nel tuo balbettare.

Ho nella mente,

gli occhi tuoi belli pieni di sorriso,

sempre pronti il cuor nostro ad allietare,

quanta dolcezza aveva il tuo bel viso!

 La sorte ria d’un colpo ti ha reciso,

lasciando in noi ben larga la ferita.

Se esiste di certo ci vedrai dal paradiso,

mentre io quaggiù nel buio grido: Aìta!

Ci rivedremo un dì? Quasi non credo,

sebbene tanto credere vorrei,

quando tristezza è la!

Ed intravedo

nuvole nere davanti agli occhi miei.

Allora in quei momenti mi ravvedo,

e un dubbio sorge in me!

Se Tu ci sei dimmi:

Perché si presto il nostro piccolo amore

ci hai rapito?

 

ollens. 09-01

 

 

 

 

Sassoferrato

 

 

( Il villaggio che non era mio)

 

 

 

Benché non fosti il mio natal villaggio

benché la casa non fosse la mia

benché tant’anni da quel triste maggio

siano trascorsi, di te ho nostalgia.

 

O Sasso o Sasso! Dei miei verdi anni

dove per cogliere la rosa  

mi punsi  le dita,

dove  un fremere primo

sentii dentro i miei panni

quale preludio di una nuova vita.

 

T’abbandonai una triste mattina

lasciando a te i sogni del mio cuore

Con me della rosa sol portai la spina

e un gusto acre di quel primo albore.

 

Oggi ti canto o Sasso... nel languore,

morti sono i miei sogni del passato,

morta la rosa...

e per la spina morto ogni livore,

ma non il tuo ricordo!

E ti decanto, o Sasso mio Ferrato.

 

Ollens 07 006

 

 

In cima alla strada bianca

 

 

In cima alla strada bianca

che mena alla cascina,

arrivammo una mattina, gioiosi!

anche se impolverati

e di apparenza stanca.

In mezzo a polli e papere,

con amor fummo accolti,

la festa ella fu grande

per il nostro primo ritorno,

tosto il vitello grasso

a cuocer  misero al forno

ed intorno al prolungato tavolo

a sedersi fummo in  molti.

Dopo aver orato come ne era l’usanza,

si cominciò a mangiare e bere in allegria;

fu apprezzato l’arrosto,

il generoso vino e la dolce euforìa

per il gusto nostrano,

nonché per l’abbondanza.

Ma pure alle meglio cose

 il tempo da fine un giorno!

Ci furono altre feste, ci furon altri ritorni,

poi ad uno di questi tanto agognati giorni,

più non ci ritrovammo alla vecchia cascina con il suo vecchio forno.

Furon sacrificati!

Per meglio avvicinarsi

alla nuova casa di Dio,

lasciarono la cascina

e dissero al forno,

addio,

noi fummo un po delusi

per non dire rattristati.

Giunti nel nuovo ambiente

tutto non fu si dolce!!...

Vi fù anche amaro fiele!

Quell’alito fraterno cangiò

in vanaglorioso vento,

soltanto  d’alcuni il savio,

e buon accorgimento

evitò il crollo unanime della tor di Babele.

Molti furon gli afflitti, altri ebbero dolore,

ci fu chi  ti rimpianse o piccola adunanza accanto alla cascina!

Che sia nel sole torrido

o nella fredda brina,

giammai avesti a spartire con dissidenti ipocriti la casa del Signore.

Anch’io rimpiango ancora

 in cima alla strada bianca,

quel forno, la cantina

e la dura cassapanca,

ma più di tutto ancora di ciò

che mi è mancato

 è il vecchio prolungato tavolo

emanante calore,

di convitati ornato,

con Egli in capo a tutti!

Predicarci l’amore

nel modo suo il più innato.

 

Ollens 02/004

 

 

 

Le due bandiere

 

 

Non si puo fare una scelta

tra due cose al pari amate!

Per i suoi frutti polposi

o il suo odore di vacanza

si puo scegliere l’estate,

ma la primavera

è ricca di colori e di fragranza

e l’incanto dei suoi fiori

ha ispirato più d’un vate.

Questo è il grande mio problema;

ma perche farne un dilemma?

Quattro sono i colori

che stampati in due bandiere

sono qui dentro al mio cuore,

che sia  per riconoscenza  

o che lo sia per amore.

Amo il rosso! Perché è rosso come il sangue che ci scorre nelle vene,

 il suo flusso mi da forza

e il morale mi sostiene;

in più egli è rosso per noi tutti,

siano le razze bianche o nere.

Poi del bianco amo la neve,

con il sole del mattino,

il velo bianco d’una sposa ,

il candore d’un bambino,

il profumo delicato

d’ una bella e bianca rosa.

Questi sono i due in comune senza l’ombra d’un non senso;

ora ne restano ancora due

che alla mia vita danno un senso.

Il blu!... Il colore che è nel cielo,

che è nel mare,

il colore dell’immenso,

il colore che fa sognare

chi al fantastico è propenso.

Infine il verde!

Il colore che ho lasciato

per partire alla ventura;

della prima margherita

mi ricorda lo sfogliare

in mezzo al verde del mio prato

nella piena fioritura.

Tanto tempo è ormai passato

senza mai dimenticare,

a quanti petali sognando

ho coniugato il verbo amare.

Via passando l’autunno

ha sbiadito i miei colori

aggiungendo stelle gialle

sopra un fondo tutto blu.

Oggi sono un po’ perduto

nel groviglio dei folclori,

in mezzo ad inni e altri colori

 il verde mio non trovo più;

ma un colore ancor più bello

resta vivo nel mio cuore;

quello che mi ha sempre dato,

e continua a darmi amore,

è l’affetto dei miei cari,

che io amo più del rosso,

più del verde del mio prato,

più del bianco immacolato,

più del blu del cielo blu.

 

Ollens01-003

 

 

                                                                          

 

Nostalgia

 

Sempre di più mi è duro ritornare là

dove a quel tempo sollevai scalpore,

senza pertanto calpestare il fiore

che con me presi per poterlo amare.

 

Il cuor vorrebbe ma non segue il capo,

privo dell’energia degli anni verdi

e della volontà che ogni anno perdi

senza giammai poter tornar da capo.

 

O patria mia! O mio villaggio amato!

O amici miei... non ci siete più?

Colpa del fato?

O per chi come me

da tanto tempo è nato,

la colpa da

ad una ormai perduta gioventù?

 

Se posso ancor quest’anno dirò:

sono tornato!

Per non dimenticar e un po per l’uso,

anche quest’anno un po’ sarò deluso

se  d’un un amico... più non avrò il saluto.

 

E rientrerò trà l’allegro ed il mesto

e ancor dirò:

amici miei, o patria, o caro villaggio

quando e con chi il mio prossimo viaggio?

Non ho risposta da mettere nel testo.

 

Nell’attesa con il passato,

 mio crudele amico,

mi ritirerò nei miei ricordi

degli anni verdi d’avventure ingordi,

e rimembrerò con esso il tempo antico.

 

Ollens 7/06

 

 

 



 

©Ollens - Tutti i diritti riservati - Vietata la riproduzione anche parziale del presente materiale di proprietà dell'autore