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Due Poeti, una grande storia d'Amore

Qualcuno ha maliziosamente scritto che l'amore "è eterno finché dura". Ma questo non vale quando si perpetua oltre la morte di chi lo ha vissuto. Non ne resta allora soltanto la memoria che col trascorrere del tempo si appanna, ne resta qualcosa di indefinibile ed indistruttibile che diventa patrimonio dell'umanità...

 

 

 

Elisabeth Barret viveva reclusa nella piccola stanza che s'affacciava sul grigio cortile. Si divideva tra il letto ed il sofà, leggendo, scrivendo, fantasticando, nel suo abito di velluto dal colletto di pizzo. Aveva sofferto e soffriva anche se ad essere malato non era il suo corpo, ma la sua anima: una paralisi interiore che da sei anni la teneva prigioniera nella sua stanza.  Il padre l'amava, ma con dispotico egoismo. La sera saliva da lei, pregavano insieme e questo rendeva ancora piu' arcigno il suo ascendente su Elisabeth, la preferita tra i dodici figli. Il cocker Flush dal pelo fulvo le era fedele e trascorreva con lei rassegnato tutto il suo tempo. Un pesante tendaggio nascondeva al cielo il suo volto pallido, gli occhi immensi e pieni d'angoscia, la bocca triste, la chioma riccia e bruna.

Elisabeth non chiedeva piu' nulla alla vita. Scriveva infinite lettere e ne riceveva altrettante. Dopo averle lette le bruciava nel camino perennemente acceso.

Un giorno il postino le recapitò una busta. Gli occhi le caddero sul mittente: Robert Browning, lirico un po' troppo ermetico, ma famoso. Era il 10 gennaio 1845.

L'aprì e le prime righe la fecero vibrare, lusingandola: "Amo i vostri versi con tutta l'anima, gentile signorina Barrett... E amo anche voi".

Browning era uno dei suoi poeti preferiti, un idolo per lei. Gli rispose: "Vi ringrazio dal profondo del cuore".

Robert avrebbe voluto conoscerla, ma Elisabeth non si sentiva ancora pronta: temeva di deluderlo. Non si sentiva bella, si sentiva malata e poi aveva sei anni piu' di lui. Lui al contrario frequentava i salotti piu' famosi, era conteso dalle dame piu' in vista.

Oggi no, e neppure domani, forse un giorno:"L'inverno, come chiude gli occhi ai ghiri, chiude me fuori dal mondo. A primavera, vedremo". "Intanto ho imparato a conoscere la vostra voce, non solo attraverso la poesia, ma anche attraverso la bontà".

Elisabeth cominciò a scrivere uno dei romanzi sentimentali dell'Ottocento, prologo a uno degli amori piu' vibranti. Seguitarono a scriversi per mesi e nelle loro lettere si confidavano, si rivelavano, si facevano promesse, si davano appuntamenti. L'attesa della futura felicità li rafforzò perché Elisabeth era convinta che tutte le conquiste hanno un prezzo e quelle del cuore ne hanno uno maggiorato.

Finalmente si arrese, decise di incontrarlo, ma il dubbio di deluderlo era grande. Sentiva comunque la convinzione che quando due anime, pur senza conoscersi, si sfiorano, si intrattengono, s'interrogano, si rispondono, vuol dire che sono mature per rivelarsi, permearsi, fondersi.

Un martedì pomeriggio del mese di maggio 1845 Robert Browning varcava la soglia del numero 50 di Wimpole Street...

Cosa si dissero lo ignoriamo, ma lui la trovò bellissima e ne restò ammaliato. Il fascino della donna eguagliava quello della poetessa. L'indomani le chiese di sposarlo suscitando in lei  sentimenti contrastanti. Era certa che lui l'avrebbe dimenticata subito, che era stato soltanto il sogno e l'incanto di un attimo... Lui comprese e le mandò un mazzo di fiori e continuò ad inondarla di lettere.

Nel mese di dicembre si incontrarono di nuovo e si scambiarono il loro primo, timidissimo bacio. Era deciso... lui l'avrebbe amata per sempre nonostante il rifiuto che lei provava per la vita.

Il 19 gennaio 1846, Elisabeth abbandonò il suo letto, lasciò la sua stanza e scese senza sostegno al pianterreno. Era debole per i lunghi anni di immobilità, ed il padre-tiranno voleva impedirle di muoversi.

Robert la aiutò a reagire alla volontà del padre ed Elisabeth decise che la sua vita sarebbe stata dedicata a Robert, anche se lui poteva sceglierla anche soltanto come amica.

Ma il poeta aveva già fatto la sua scelta e il 12 settembre di quello stesso anno, nella Chiesa di Marylebone, all'insaputa di tutti, diventarono marito e moglie.

Robert l'aveva ricondotta alla vita, era stato il suo Angelo Custode, le aveva ridato la speranza; lei per lui era tutto.

Nel marzo del 1848 a quarantadue anni, Elisabeth mise al mondo un bimbo che chiamò con un buffo vezzeggiativo: Pen. La gioia dei due poeti innamorati era completa.

Lei continuava a scrivere versi per il suo Robert per dirgli quanto era grande il suo amore.

Passarono gli anni e nella notte del 29 giugni 1861 Elisabeth morì tra le braccia del suo amato. Un'ostinata bronchite l'aveva strappata da lui...

I loro corpi ora sono lontani; lei è sepolta nel cimitero fiorentino degli inglesi; lui a Londra, nell'abbazia di Westminster, "angolo dei poeti".

Le loro anime non si sono mai lasciate... la memoria del cuore racconta la piu' grande love-story di un grande secolo...

 

 

 

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